CASSINO - I CAMMINI: CULTURA, ESPERIENZA E PARTECIPAZIONE

  • Tommaso Villa

La Fiera Internazionale dell’Ergonomia dei Cammini, ospitata nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, rappresenta un’importante occasione per riflettere su come rendere i cammini più accessibili, sicuri e accoglienti, valorizzando al tempo stesso il patrimonio culturale e le comunità che li attraversano. Un tema che si lega direttamente alla visione turistica di Cassino e al percorso verso la candidatura a Città Italiana della Cultura 2029.

La Fiera nasce da una collaborazione avviata nel 2017 tra il Comune di Cassino, l’Università e SER.A.F., la rete dei Comuni della provincia di Frosinone che ha curato l’impostazione del percorso sull’ergonomia dei cammini e contribuito a svilupparne le finalità. Dal 2023, con l’avvio della Fiera internazionale, questa collaborazione si è tradotta in un appuntamento dedicato al confronto tra esperienze, ricerca e proposte concrete per migliorare la fruibilità dei percorsi e la qualità dell’accoglienza. Il Comune di Cassino ne ha sostenuto lo sviluppo anche ospitando alcune delle giornate delle precedenti edizioni e contribuendo alla realizzazione dei materiali informativi.

«Credo che il valore di questa iniziativa stia proprio nella capacità di mettere insieme competenze diverse e di trasformare il confronto in proposte utili per il territorio», sottolinea Maria Concetta Tamburrini, assessora al Turismo, alla Scuola e alle Pari opportunità del Comune di Cassino. «Per noi amministratori, ascoltare chi studia i cammini e chi li vive significa poter individuare meglio gli interventi necessari a renderli più fruibili e accoglienti. Il turismo, infatti, non si costruisce soltanto promuovendo un luogo, ma anche prendendosene cura e creando le condizioni perché ogni persona possa conoscerlo e viverlo al meglio».

In questa prospettiva assume particolare importanza il coinvolgimento delle scuole e dei giovani, che nelle diverse edizioni della Fiera hanno lavorato per conoscere i cammini del Cassinate e formulare proposte per migliorarli. Un’esperienza che riconosce agli studenti un ruolo attivo nella vita della comunità e offre agli amministratori uno sguardo concreto sulle opportunità del territorio.

«Il contributo dei ragazzi è particolarmente significativo perché ci invita a guardare i nostri luoghi con occhi nuovi e ci ricorda che la cura del patrimonio è una responsabilità condivisa», prosegue l’Assessora. «Accogliere chi arriva significa anche preparare la comunità, rendere comprensibili le nostre risorse, facilitare gli spostamenti e costruire relazioni positive tra cittadini e visitatori».

È proprio questa idea di cultura vissuta e condivisa a rendere l’ergonomia dei cammini coerente con il percorso di candidatura di Cassino a Città Italiana della Cultura 2029. L’attenzione all’accessibilità, la collaborazione tra istituzioni e organizzazioni, il coinvolgimento delle scuole e la partecipazione dei cittadini sono elementi che possono contribuire a costruire una città più consapevole del proprio patrimonio e più capace di raccontarlo.

“Le tre parole che accompagnano la candidatura, Ora, Labora, Lege, - continua la Tamburrini - trovano nei cammini una possibile traduzione concreta. Ora richiama il valore della sosta, del tempo e della contemplazione, che richiedono percorsi sicuri e spazi adeguati. Labora rimanda all’incontro con chi vive e lavora sul territorio — operatori turistici, ristoratori, produttori, artigiani, guide e associazioni — e alla possibilità di generare opportunità diffuse per l’economia locale. Lege, infine, invita a conoscere e comprendere il patrimonio storico, archeologico e spirituale, dalla tradizione benedettina alla memoria della ricostruzione, attraverso itinerari accessibili, informazioni chiare e comunità capaci di trasmetterne il significato”.

La Fiera ci ricorda che il cammino non è soltanto uno spostamento da un luogo a un altro. È un modo per entrare in relazione con la storia, con il paesaggio e con le persone. È anche un’opportunità per rafforzare i legami tra i territori e trasformare il patrimonio culturale in un’esperienza condivisa.

È da questa capacità di unire cultura, partecipazione e cura delle persone che possiamo costruire una candidatura credibile e una città sempre più accogliente, viva e aperta a chi la abita e a chi sceglie di visitarla.