GALLERIA DI ATINA - UNA BEFFARDA FARSA

  • Tommaso Villa

Continua la beffarda farsa della riapertura della galleria Capo di China ad Atina. Siamo a quasi un anno dalla chiusura ma della consegna dei lavori nemmeno l'ombra. L'ennesima proroga manifesta un modus operandi assurdo e indecoroso anche in considerazione delle attuali precarie condizione climatiche invernali che rendono particolarmente disagevole il percorso sostitutivo predisposto.

Undici km di curve, di manto stradale deteriorato, particolarmente scivoloso, vista la precaria manutenzione e lo scarso, se non assente, spargimento di sale nei punti dove si formano lastre di gelo di notevole consistenza e spessore che rischiano di causare tamponamenti nei tratti dove il transito è un vero e proprio campo di battaglia.

Undici chilometri che gli automobilisti sono costretti a sobbarcarsi per valicare l'ostacolo della modesta galleria, la cui chiusura ha tagliato in due, nel versante interno, la provincia di Frosinone e sta mettendo in ginocchio tutte le attività economiche di quel bacino e di quelli adiacenti, pregiudicando l'accesso ai più elementari servizi sanitari e scolastici a decine di migliaia di persone. Danni rilevanti che non sembrano preoccupare Rocca o chi, per lui, era solito fare passerelle ad inizio lavori.

Tempi oramai biblici e sicuramente costi aumentati se non raddoppiati. Basteranno i 12.025.986,31 euro stanziati? Temo di no. A questo punto è quanto mai necessario che le autorità di controllo, procura, magistratura contabile, chiedano conto di quanto necessario per appurare il reale stato delle cose da cui scaturisce il perdurante rinvio dell'apertura della galleria. Parimenti è opportuno che le autorità di sicurezza e vigilanza preposte procedano ad ispezioni mirate del cantiere affinchè si evinca in materia di sicurezza il pieno rispetto delle normative vigenti. E' quanto mai strano, se non irrituale, osservare barriere parziali e discontinue che non isolano il cantiere e lo rendono incustodito e accessibile a terzi, da entrambe gli accessi, con tutti i possibili deleterei risvolti del caso. Purtroppo, il progetto è partito male e sembra avviato a concludersi peggio caratterizzato da significative opacità operative e comunicative.

Ad oggi, l'attenzione di Rocca and Partners è rivolta altrove (per esempio determinazione Ater Frosinone n. 132 del 23-12-2025) non certo nel basso Lazio che sta vivendo economicamente uno dei periodi peggiori della storia recente. Lo stagnante caso Stellantis, tanto caro al dott. Trequattrini e all'On. Angelilli è la prova tombale della scarsa azione della giunta Rocca e purtroppo fra poco anche per l'agricoltura locale, stoico baluardo e argine, anche culturale di questo territorio, grazie all'infausto accordo Mercosur, tanto decantato da esponenti di governo, suonerà il de profundis.

Lorenzo Fiorini

PSI