CECCANO - GARANTIRE UN PRESIDIO SANITARIO COMPLETO

  • Tommaso Villa

La mobilitazione popolare che si è accesa in città a difesa della sanità pubblica e dell'ex Casa della Salute è sacrosanta. Vedere la cittadinanza manifestare contro la chiusura del PAT e contro il fumo che avvolge la nascita della casa di comunità dimostra quanto il diritto alla cura sia finalmente rivisto come una priorità assoluta e non negoziabile.

Certo, siamo basiti su come si sia arrivati a conoscere questa decisione. Perché, se fino a poche settimane fa le dichiarazioni del Sindaco, dopo il vertice con Regione Lazio e ASL di Frosinone, rassicuravano la città ,di colpo abbiamo assistito all'esatto contrario. La chiusura del Pat ha sconfessato tutti, dalla Savo a Maura ed anche, obtorto collo, il nostro Sindaco. Il Pat è un presidio fondamentale non solo per Ceccano, ma anche per i comuni limitrofi.

Di fronte a questo cortocircuito, ci chiediamo cosa sia andato storto nei rapporti tra Comune, Asl e Regione o se vi sia stato un grave disguido di carattere comunicativo. Per il futuro, riteniamo che per il Sindaco sarebbe opportuno recuperare una buona e trasparente prassi del passato: quando ci si reca presso altri enti per trattare temi cruciali per la città, è fondamentale coinvolgere una delegazione che includa consiglieri di maggioranza ma anche consiglieri di opposizione, quindi redigere sempre un verbale formale dell'incontro.

Un passaggio indispensabile non solo per valorizzare e responsabilizzare l'intero Consiglio comunale eletto dai cittadini, ma anche per chiamare a un'assunzione di responsabilità chiara e tracciabile quegli enti sovracomunali che dichiarano di assumersi impegni nei confronti della nostra comunità, e quella parte di minoranza che come un avvoltoio è pronta a strumentalizzare tutto e tutti.

Soffermarsi unicamente sulla vicenda del PAT rischia di essere riduttivo. L’auspicio è che questa partecipazione popolare continui e si estenda, con l'obiettivo di garantire a Ceccano un presidio sanitario completo e davvero ottimale per l'utenza a 360 gradi. Difendere i servizi e pretendere garanzie chiare anche sulla qualità, sulla salubrità e sulla sicurezza degli ambienti della struttura, oltre che su un deciso intervento di risistemazione degli spazi esterni, a partire dai parcheggi. Un servizio sanitario pubblico efficiente non si misura solo sul mantenimento dei presidi, ma anche sulla dignità, l'accessibilità e la vivibilità dei luoghi in cui i cittadini vengono accolti e curati.

È doveroso ricordare, però, che la crisi della sanità nel Lazio non nasce oggi e non è attribuibile esclusivamente a chi governa attualmente la Regione: la contrazione dei servizi territoriali e la logica dei tagli arrivano da lontano e vedono responsabilità evidenti anche nelle precedenti gestioni di centrosinistra, e nessuno può dire il contrario perché le carte cantano.

Proprio per questo, è fondamentale che i cittadini continuino a essere parte attiva, vigile e promotrice diretta dei propri diritti, senza delegare a scatola chiusa. Il Collettivo Ceccano 2030 sarà sempre al loro fianco in questa battaglia.

Collettivo Ceccano2030