CIOCIARIA - L'AUTOSTRADA, LE FABBRICHE, LO SVILUPPO

  • Tommaso Villa

Oggi, 19 maggio, ricorre un anniversario che ha cambiato per sempre anche il destino della Ciociaria. Il 19 maggio 1956 veniva infatti posata la prima pietra dell’Autostrada del Sole, la grande opera che avrebbe collegato Milano a Napoli e trasformato radicalmente l’Italia del dopoguerra. Ma prima ancora dell’Autosole esisteva già un altro simbolo nazionale: il celebre “Treno del Sole”, il convoglio ferroviario che attraversava il Paese portando migliaia di lavoratori meridionali verso le grandi fabbriche del Nord.

Quel nome non era casuale. Il “sole” evocava il Sud, il Mediterraneo, il viaggio, il futuro, la speranza di un’Italia che voleva lasciarsi alle spalle guerra e povertà. E quando nel 1956 partirono i lavori dell’A1, chiamarla “Autostrada del Sole” sembrò quasi naturale. Non era una semplice autostrada.

Era il manifesto del miracolo economico italiano. In appena otto anni venne costruita una delle più grandi opere infrastrutturali europee, capace di unire il Nord industriale al Mezzogiorno e di cambiare definitivamente la geografia economica del Paese. E la Ciociaria si trovò esattamente nel cuore di quella rivoluzione.

Prima dell’A1, la provincia di Frosinone era ancora prevalentemente agricola, con collegamenti lenti e difficili. Poi improvvisamente il territorio si ritrovò lungo il principale asse economico italiano. Fabbriche. Nuclei industriali. Camion. Magazzini. Urbanizzazione. La Valle del Sacco smise lentamente di essere soltanto una valle agricola e divenne uno dei principali corridoi industriali del Lazio meridionale. Ed è proprio in quegli anni che accade qualcosa di curioso. Il “sole” inizia a comparire ovunque. Nelle aziende. Nei marchi. Nelle insegne. Nascono o si sviluppano realtà come: Ceramiche del Sole, Latte Sole, Raggio di Sole, Cartiera del Sole .....

Non erano semplici nomi commerciali. Erano il riflesso di un immaginario collettivo. Perché in quegli anni il “sole” significava progresso. Crescita. Ottimismo. Velocità. Industria. Fiducia assoluta nel futuro. La Ciociaria non costruiva soltanto fabbriche. Costruiva una nuova identità. Ed è impressionante il contrasto con il presente. Negli anni Sessanta il territorio sognava attraverso parole come: sole, sviluppo, progresso, industria.

Oggi invece dominano: SIN, crisi, bonifiche, cassa integrazione, deindustrializzazione. È come se la provincia fosse passata dalla “terra del sole” alla terra dell’incertezza. Eppure tutto quello che oggi la Ciociaria rivendica, alta velocità, logistica, posizione strategica tra Roma e Napoli, nasce proprio lì.

Nasce lungo quell’asse di cemento inaugurato simbolicamente il 19 maggio 1956. L’Autostrada del Sole non attraversò semplicemente la Ciociaria. In un certo senso contribuì a inventare la Ciociaria moderna.