GAZA - CONTINUA LA MATTANZA DEI GIORNALISTI

  • Tommaso Villa

Nel bel mezzo del cosiddetto “cessate il fuoco” a Gaza - la tregua benedetta dalla Meloni che, pur di ingraziarsi Trump (guardate come è finita) - Israele ha continuato a uccidere come prima. Da quando è stata sancita questa ipocrita tregua, i sionisti hanno assassinato quasi 1000 palestinesi e ne hanno feriti oltre 3000.

La tregua è servita ad abbassare l’attenzione mediatica sull’olocausto palestinese quando finalmente - dopo un anno e mezzo di osceni silenzi - era cresciuta grazie alle imponenti manifestazioni di massa organizzate in tutto il mondo.

In quel momento Israele, il suo servo sciocco Trump e tutti i sostenitori del cancro sionista pensarono fosse necessaria una svolta per non pregiudicare per sempre Israele e chi, come i governi occidentali, gli aveva garantito totale impunità. Per questo hanno pensato alla “tregua” (che tregua non è) o a quella porcheria chiamata “Board of Peace”.

Come detto, Israele ha continuato a uccidere civili e giornalisti.

Come ripeto da oltre due anni, l’assassinio sistematico di giornalisti fa parte della strategia genocidaria dei criminali sionisti.

Una cosa Israele detesta più di tutto: la verità. Hanno ottenuto uno Stato mentendo, l’hanno ingrandito mentendo. Hanno realizzato guerre, massacri e genocidi grazie alla menzogna. Per questo uccidono chi osa diffondere la verità.

Ieri, in pieno cessate il fuoco, dunque, Israele ha ucciso Ahmed Wishah, cameraman di Al Jazeera. È stato ucciso in un raid dell’IDF nel campo profughi di Al-Bureij, nella parte centrale della Striscia di Gaza.

L’IDF, probabilmente la peggiore organizzazione terroristica della Storia, bombarda sistematicamente i campi profughi, dunque bombarda i luoghi dove vivono i rifugiati che hanno perso tutto, a cominciare dalle loro case.

Ahmed Wishah era il fratello di Mohammed Wishah, un altro giornalista di Al Jazeera ucciso da un drone israeliano l’8 aprile scorso mentre era in auto.

L’entità sionista ha ucciso, in poco più di due anni, oltre 300 giornalisti durante le operazioni terroristiche in Palestina, Libano e Iran. Di questi 300 giornalisti, 12 lavoravano per Al Jazeera. Essere giornalista e lavorare per Al Jazeera è uno dei mestieri più pericolosi al mondo se osi coprire i crimini sionisti.

Ovviamente l’IDF, come sempre senza fornire alcuna prova, ha detto che Ahmed Wishah, come del resto suo fratello Mohammed, era un terrorista di Hamas.

Ma i veri terroristi sono altri. Noi lo diciamo da anni e lo diremo sempre, fornendo prove su prove senza abbassare mai la guardia, costi quel che costi!

Scomode Verità

Alessandro Di Battista