ALATRI CALCIO - LO STORICO SPAREGGIO DI VITERBO
- Tommaso Villa
Proprio mentre lasciava questa terra il terzino sinistro Sistino Mastracco, abbiamo ricordato che nel maggio di 60 anni fa, l'Alatri vincendo lo spareggio per 2-1 contro la Viterbese venne promossa in serie D.
Di quegli "eroi" in senso calcistico purtroppo ne sono rimasti pochi, tra questi Adelmo Rossi (nella foto) che a dispetto dei suoi quasi 84 anni ricorda alla perfezione quanto accadde nelle due gare dello spareggio tra Alatri e Viterbese nelle due domeniche del 15 e del 22 maggio.
"Arrivammo allo spareggio con la Viterbese carichi, sapevamo di essere forti ma... Alla squadra della Tuscia fu proposto di giocare nello stadio di Frosinone a noi più congeniale ma gli ospiti rifiutarono e così giocammo la prima gara al vecchio Sanità che nell'occasione venne interessato da lavori per aumentare la capienza.
Ricordo un colpo di testa di Nello Minnucci che a me come ad altri tifosi sembrò gol. La partita terminò con un nulla di fatto, ma già la testa era alla domenica successiva, il campo della Viterbese era a noi più congeniale ed infatti! La prima rete: mio fratello Giancarlo (scomparso da qualche anno) scoccò un tiro di destro che si stampò sul palo e rientrò in campo ci pensò Giannetto Penserini a realizzare una rete impossibile.
Dopo il pareggio il mediano-mezzala Bertelloni che sostituì Nello Minnucci nella seconda gara di spareggio avanzò dalla nostra area indisturbato, noi attaccanti non riuscivamo a smarcarci e così indirizzò una palla neanche tanto veloce in porta. Ricordo che il loro portiere fu vittima di un infortunio che ne penalizzò la resa in campo.
A proposito di Bertelloni ricordo un episodio curioso, il centrocampista toscano di Prato stava svolgendo il servizio di leva al Distretto militare di Frosinone, ma era stato punito ed era come si diceva in gergo militare in cella di rigore, si mosse un colonnello che riuscì a perdonarlo.
Un altro ricordo dopo il gol del 2-1 Mettus cadde a terra ma cercò di rialzarsi, io gli misi un ginocchio sullo stomaco per non farlo rialzare, così per perdere tempo. Il resto è storia al triplice fischio finale una gioia incontenibile. Ripartimmo per Alatri e già al casello autostradale di Frosinone c'erano i tifosi ad attenderci.
Tifosi e lenzuola appese alle finestre alla Maddalena, ma lo spettacolo più emozionante la gente al Girone, ci trovammo improvvisamente al vecchio Bar Giuliana, la folla ci aveva spinto senza che noi calciatori ci rendessimo conto. Quale fu il premio per la promozione - Adelmo ricorda che nel contratto depositato nella Lega semipro la vittoria esterna ci veniva pagata 6000 lire.
Prendemmo questa somma ma ricordo che l'onorevole Franco Evangelisti alatrense anche lui regalò ad ognuno di noi la ragguardevole somma di 50mila lire, ricordo che era il 1966!. I festeggiamenti si conclusero al Cinema Politeama con una medaglia d'oro. Dopo lo spareggio Crociani invitò me e Giovannino Cella a partecipare con l'intera rosa della Viterbese al prestigioso torneo dei Rioni di Roma, trofeo che vincemmo".
Giulio Rossi: "Conservo ricordi vivissimi di quel periodo bellissimo. Il campo di Sanità era di fronte casa mia e tante volte il pallone cadeva sui nostri terreni. Io assistevo agli allenamenti e alle partite e conoscevo bene tutti i calciatori. Un tempo "epico", tutta la città era partecipe dell'evento, si avvertiva un legame profondo con gli atleti di quella stagione meravigliosa. Molti di loro erano di Alatri, mi piace ricordare Antonio Piccirilli (il padre fu intervistato prima della gara con la Viterbese ed era emozionatissimo perché il figlio era partecipe di quella trasferta), così come i miei cugini Adelmo e Giancarlo Rossi. Un aneddoto simpatico, una volta vedemmo entrare in un nostro campo di grano un calciatore insieme ad una ragazza, in altre circostanze i miei sarebbero intervenuti ma...
Fabio Gatta: "Un aneddoto riguardo alla partita di ritorno giocata a Viterbo. Nella partita di andata dello spareggio al Sanità, il risultato era stato un pareggio 0-0. La domenica successiva si giocava il ritorno a Viterbo e le speranze di noi ragazzi, a dire il vero, erano poche. Passammo tutto il pomeriggio in trepida attesa di notizie da Viterbo. Ricordo che nel tardo pomeriggio arrivarono, strombazzando a più non posso, una lunga fila di macchine che sventolavano bandiere gialle, come il colore della maglia che indossava il Viterbo. Il nostro primo pensiero fu: ci hanno battuto e perbacco sono venuti a sbeffeggiare fin qui. Dopo qualche scambio di parole con i festeggianti, che si fermavano in Piazza ma anche a Civita, scoppiò la nostra gioia: Alatri aveva battuto 2 a 1 il Viterbo e contemporaneamente il Frosinone aveva vinto lo spareggio che lo proiettava in serie C.
I tifosi del Frosinone avevano saputo prima di noi che l'Alatri aveva vinto. Erano venuti a portarci la notizia ed a festeggiare insieme quelle due promozioni storiche per l'Atari ed il Frosinone. Le bandiere che sventolavano erano quelle del Frosinone, dei Canarini del Frosinone, anch'esse gialle"
Così Patrizio Cittadini: La squadra tornò che era già sera ed io uscii di casa per andare a riceverli in una Piazza Santa Maria Maggiore stracolma di tifosi. Fu una soddisfazione enorme per tutti noi festeggiare la nostra squadra campione, che l'anno successivo avrebbe infatti dopo qualche tempo fui aggregato insieme ad altri compagni nella prima squadra. Così iniziai a frequentare quei giocatori che erano stati gli artefici di quella storica promozione".
Fabrizio Pica: Era il primo anno che ero ad Alatri venivo da Paliano ed ero piccolo: ricordo lo 0-0 dell'andata in una gara condotta sempre all'attacco per noi, e che vide protagonisti il portiere avversario D'Ambrosi e il difensore Tartari. Il loro allenatore Kovacs ebbe un mancamento al temine dell'incontro e ringraziò i suoi ragazzi. La gara di ritorno fu un trionfo per i nostri colori".
Ecco il ricordo di Giovanni Minnucci figlio di un altro protagonista di quella promozione Benito: "Ho ricordi vaghi, ero troppo piccolo ma qualcosa ricordo, per esempio un tiro micidiale in allenamento di Fernando Mazzocchia che fece parecchio male al dirigente Castellucci. Ricordo Orlando Martellone che realizzò una cassa da morto per sfottere la Viterbese. Mi chiedi di mio padre Benito! Un calciatore che aveva senso della posizione, una visione geometrica, aveva intuito". Come di diceva un tempo: Benito Minnucci un calciatore Intelligente.
Questa la testimonianza di Antonio Piccirilli: "Personalmente, ma anche insieme a tutti i ragazzi cresciuti nel settore giovanile, tifavo con tutte le forze perché l'Alatri cogliesse la promozione in quarta serie: un risultato davvero straordinario per tutta la Città. Il pareggio in casa nella partita di andata aveva creato tanta delusione, pensando al ritorno contro un capoluogo di provincia; un po' come Davide contro Golia. Ma fortunatamente Penserini (il piccolo Davide) mandò al tappeto il gigante viterbese, iscrivendo così l'Alatri nell'élite del calcio che contava, considerando che si sarebbe andati a disputare un torneo tre gradini sotto la serie A. Fin dal pomeriggio, piazza Santa Maria Maggiore era gremita di tifosi, tutti accomunati in un unico sogno: la promozione. Quando qualcuno, arrampicato …
Gatta Bruno