IL CASO - TARI: BASTA MISTERI E AUMENTI
- Tommaso Villa
Ogni estate si ripete la stessa scena. Arriva il momento di approvare le nuove tariffe TARI e, improvvisamente, tutto diventa complicato. Nei Consigli comunali iniziano a comparire sigle, acronimi e termini tecnici: PEF, ARERA, MTR, componenti perequative, costi operativi, coefficienti, conguagli.
Il cittadino, che voleva semplicemente capire perché la sua bolletta aumenta, si ritrova davanti a un linguaggio riservato agli addetti ai lavori. Alla fine la semplicistica risposta è quasi sempre la stessa: «È aumentata la SAF». Una spiegazione che può essere anche corretta, ma che da sola non basta. Perché se fosse davvero tutto così semplice, tutti i Comuni dovrebbero aumentare la TARI nella stessa misura. E invece non è così.
In questi giorni stiamo analizzando le delibere dei Comuni della provincia di Frosinone e stanno emergendo situazioni molto diverse: ci sono Comuni che aumentano le tariffe (Isola Liri), altri che le mantengono invariate e persino Comuni che le riducono (Arce e Pontecorvo). Questo significa una cosa sola: il costo della SAF è certamente una componente importante, ma non è l'unica.
Ed è proprio qui che nasce il tema della trasparenza. Oggi il cittadino conosce soltanto il risultato finale: la cifra da pagare. Non conosce, invece, come si arriva a quel numero. Quanto costa raccogliere i rifiuti? Quanto costa il porta a porta? Quanto incide il personale? Quanto pesa realmente lo smaltimento alla SAF? Quanto entra dalla vendita di carta, plastica, vetro e metalli? Quanto viene recuperato dall'evasione della TARI? Quante penali vengono applicate quando il gestore non rispetta il contratto? Quanto costa ogni abitante il servizio di raccolta?
Sono domande semplici. Eppure raramente trovano una risposta altrettanto semplice. Per questo Penna e Spada non vuole alimentare la polemica tra maggioranza e opposizione. Preferisce avanzare una proposta concreta. Ogni bolletta TARI dovrebbe contenere una scheda di sintesi, chiara e leggibile, che illustri come vengono spesi i soldi dei cittadini. Non centinaia di pagine di allegati tecnici. Una sola pagina.
Una tabella con le principali voci di spesa:
- raccolta porta a porta;
- smaltimento SAF;
- spazzamento delle strade;
- costo del personale;
- trasporto dei rifiuti;
- ricavi ottenuti dalla vendita dei materiali riciclati;
- contributi dei consorzi di filiera;
- recupero dell'evasione;
- eventuali penali applicate ai gestori;
- costo complessivo del servizio.
Accanto a queste voci dovrebbe comparire anche lo storico degli ultimi cinque anni. Solo così il cittadino potrebbe capire immediatamente se il costo della SAF è davvero aumentato, se il servizio di raccolta costa di più, se il recupero dell'evasione sta producendo benefici o se la vendita dei materiali riciclati sta contribuendo a ridurre il costo complessivo. Oggi, invece, il cittadino riceve soltanto una bolletta. Noi crediamo che abbia diritto anche a ricevere una spiegazione. Una spiegazione semplice, comprensibile e trasparente.
Perché la trasparenza non consiste nel pubblicare centinaia di pagine all'Albo Pretorio che pochi riescono a leggere. La trasparenza consiste nel mettere ogni contribuente nelle condizioni di capire, in pochi minuti, come vengono spesi i propri soldi. Se un Comune è in grado di calcolare la TARI, deve essere anche in grado di spiegarla.
È questo il significato che Penna e Spada attribuisce alla parola trasparenza. Perché solo quando i numeri saranno pubblici, confrontabili e comprensibili, ogni cittadino potrà farsi un'opinione basata sui fatti e non sulle dichiarazioni. È una proposta semplice, anche un po' semplicistica, da non addetti ai lavori. Ma potrebbe rappresentare una piccola rivoluzione nel rapporto tra amministrazioni e cittadini.
Resta sempre da capire perchè alcuni comuni aumentano la Tari tutti gli anni (Isola Liri + 10%) ed altri riescono addirittura a diminuirla, anche del 16%. Dieci a mette e sedici a toglie, fate voi i conti. Il tutto, naturalmente, per il bene dei cittadini e del territorio.
