ALATRI - LA TRAGICA MORTE DI DON PIETRO CECI
- Tommaso Villa
Correva l' anno 1965 quando un grave fatto di cronaca sconvolse la cittadinanza alatrense. A soli 56 perse la vita a causa di avvelenamento da gas don Pietro Ceci.
Questi i fatti: don Pietro nella giornata di sabato 26 febbraio 1965 si era recato a Roma con un conoscente di Frosinone. Al suo ritorno dopo cena si chiuse a chiave nella sua camera in via San Gennaro. Durante la notte tra sabato e domenica una donna che abitava nel piano sottostante udì un tonfo, ma non fece caso a questo particolare.
Qualche ora più tardi alcuni vicini bussarono alla sua porta in quanto don Pietro avrebbe dovuto celebrare la messa nella chiesa di San Gennaro. Il sacerdote che fu parroco di Santa Maria Maggiore dal 1937 al 1960, si era ritirato dalla vita parrocchiale per continuare i suoi studi e pubblicazioni di pedagogia, storia e filosofia.
Don Pietro laureatosi in Diritto canonico, filosofia e pedagogia fu autore di pregevoli testi: poemi in latino che gli valsero riconoscimenti e premi in concorsi financo in Svezia e Danimarca. Don Pietro non fu solo un buon parroco e un ottimo studioso.
Durante la guerra, quando in molti avevano lasciato Alatri per nascondersi a Trisulti, il sacerdote aveva preferito restare in città a svolgere appieno il suo ministero. I parrocchia, ma non soltanto loro lo cercavano e non solo per un sostegno morale.
Sapeva "chiedere" alle personalità quelle cose che poi avrebbe dato a poveri e sfollati. Portò conforto Ai moribondi seppelliti dalle macerie della guerra. Ma torniamo al tragico fatto del 27 febbraio 1965.
Alcuni parrocchiani bussano alla porta, ma egli non può rispondere perché ha già reso l' anima a Dio. Don Pietro in vita aveva sempre detto :vorrei andarmene in punta di piedi ". E fu così. Il reverendo lasciò questa terra in silenzio.
Dicevamo dei parrocchiani che erano andati a chiamarlo: non ricevendo risposta si preoccuparono non poco, stessa preoccupazione per una sua sorella che non sentendo rumori provò a sfondare la porta non riuscendovi. Si recò in strada e chiese aiuto a due idraulici che stavano effettuando dei lavori.
Furono loro a sfondare la porta. In casa ancora Si sentiva la puzza di gas che continuava ad uscire da una stufa spenta. Un altro parrocchiano intervenuto vide Don Pietro esanime in terra verso la finestra nel tentativo di far uscire il Gas. Più tardi il dottor Giuseppe Desinato accerterà il decesso per avvelenamento da gas.
Bruno Gatta