COLLEFERRO - UN'ESPLOSIONE SCUOTE IL TERRITORIO

  • Tommaso Villa

Una forte esplosione è stata avvertita intorno alle 14.30 di oggi, giovedì 13 agosto, nell’area dello stabilimento di Colleferro conosciuto ancora da tutti come Simmel Difesa e oggi denominato KNDS Ammo Italy. Il boato, riferito da numerosi residenti della zona del Quarto chilometro, lungo la strada che collega Colleferro ad Artena, sarebbe provenuto dal comprensorio industriale nel quale si producono munizioni, spolette, propellenti ed esplosivi destinati al settore della difesa.

Secondo le informazioni disponibili, i soccorsi hanno raggiunto la zona. Al momento in cui scriviamo non sono però ancora disponibili comunicazioni ufficiali dell’azienda, dei Vigili del fuoco, delle forze dell’ordine o del Comune di Colleferro. Non è quindi possibile confermare l’origine esatta della deflagrazione, il reparto eventualmente interessato, l’entità dei danni o la presenza di persone coinvolte.

È giusto non alimentare allarmismi, ma sarebbe altrettanto sbagliato ridurre tutto a un semplice boato. Quello di Colleferro non è uno stabilimento industriale qualsiasi. Nell’inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante dell’ISPRA risulta attivo e classificato di “soglia superiore” ai sensi del decreto legislativo 105 del 2015, la normativa Seveso. Vi si svolgono attività di produzione, distruzione e stoccaggio di esplosivi. Proprio per questo ogni episodio, anche quando non provoca conseguenze per le persone, deve essere chiarito in modo rapido, completo e pubblico.

Il rumore di un’esplosione a Colleferro porta inevitabilmente indietro nel tempo. La città stessa è cresciuta attorno alla fabbrica. Nel 1912 Giovanni Bombrini e Leopoldo Parodi Delfino fondarono la BPD, trasformando l’area dell’ex zuccherificio Valsacco in uno dei principali poli italiani per la produzione di polveri ed esplosivi. Intorno agli impianti nacque il Villaggio BPD, arrivarono lavoratori da diverse regioni e prese forma quella comunità industriale che nel 1935 sarebbe diventata il Comune di Colleferro.

Il 29 gennaio 1938 quella storia conobbe la sua pagina più tragica. Due esplosioni investirono l’area destinata alla lavorazione del tritolo. Il bilancio ufficiale ricordato dalla Prefettura di Roma e successivamente richiamato anche alla Camera dei deputati fu di 60 morti e oltre 1.500 feriti. È necessario precisare che quella tragedia appartiene alla BPD e non alla moderna società KNDS. Appartiene però alla medesima storia industriale e alla memoria collettiva di un territorio nato insieme alla produzione di esplosivi.

La Simmel Difesa nacque come società nel 1948 e, attraverso successive riorganizzazioni, raccolse competenze e attività provenienti anche dalla BPD e dalla Borletti. Nel 1988 entrò nell’orbita del gruppo Fiat. Dopo altri passaggi proprietari, nel 2007 fu acquistata dal gruppo britannico Chemring per 77 milioni di euro, come documentato all’epoca da Reuters. Nel 2014 le attività europee nel munizionamento di Chemring, comprese quelle italiane della Simmel, passarono alla francese Nexter. L’unione tra Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann diede poi vita al gruppo franco-tedesco KNDS. Con il riordino dei marchi societari, Simmel Difesa è diventata KNDS Ammo Italy. Il nome Simmel resta tuttavia legato soprattutto alla tragedia del 9 ottobre 2007. Un’esplosione nel reparto nel quale venivano lavorate miscele destinate a razzi illuminanti provocò la morte di un operaio di 35 anni residente a Serrone e padre da poche settimane, e il ferimento di altri tredici lavoratori. La gravità dell’accaduto portò il Governo a riferire in Parlamento. Nell’informativa urgente resa alla Camera venne ricordato che nel reparto erano impegnati tra venti e venticinque operai e che l’intero stabilimento occupava allora circa 220 persone. La Procura di Velletri avviò le indagini e il giorno successivo i sindacati proclamarono quattro ore di sciopero territoriale.

Dieci anni dopo, il 25 luglio 2017, un altro forte boato fu avvertito all’esterno dello stabilimento. In quel caso non ci furono feriti. In un comunicato diffuso dall’azienda venne spiegato che la deflagrazione aveva interessato un impianto automatizzato di stampaggio utilizzato nella produzione di materiali per la propulsione spaziale. La lavorazione si svolgeva a distanza, all’interno di una cella blindata, e i danni rimasero limitati alle apparecchiature.

Oggi KNDS Ammo Italy si presenta come uno dei principali produttori europei di munizionamento terrestre e navale di medio e grosso calibro. Secondo il sito ufficiale del gruppo, l’azienda progetta e realizza polveri, esplosivi, bossoli combustibili, spolette, parti metalliche e testate, esportando in oltre quaranta Paesi. Opera attraverso gli stabilimenti di Colleferro e Anagni e rappresenta una realtà industriale strategica per il territorio e per il comparto nazionale della difesa.

La storia industriale di Colleferro è fatta di lavoro, competenze, innovazione e sacrifici. È anche una storia segnata da esplosioni che la città non ha dimenticato.