COSTUME - SEMPLICEMENTE LA FESTA DELLA DONNA
- Tommaso Villa
C’è stato un tempo in cui l’8 marzo era semplicemente la festa della donna. Senza polemiche, senza dibattiti infiniti, senza interpretazioni contrapposte. Era una ricorrenza chiara, popolare, vissuta con leggerezza e con il desiderio di stare insieme.
Negli anni ’90, soprattutto nei locali, quella data era quasi un piccolo evento nazionale. Chi organizzava le serate lo sa bene: non era qualcosa che si improvvisava. Si iniziava a lavorarci settimane prima. Locandine stampate e distribuite nei bar, accordi con i DJ, animazione, gadget, mimose all’ingresso. Tutto studiato nei dettagli.
Il format era quasi sempre lo stesso, ma funzionava alla perfezione. Fino a mezzanotte l’ingresso era riservato alle donne. Gruppi di amiche arrivavano presto, occupavano i tavoli, ridevano, brindavano e si godevano la loro serata. L’atmosfera era allegra, complice, senza tensioni.
Poi, allo scoccare della mezzanotte, le porte si aprivano a tutti e la festa diventava quella classica notte di discoteca con la pista piena e la musica che non si fermava fino a tardi.
Uno dei momenti più attesi era lo spettacolo di strip-tease maschile. Ma chi c’era se lo ricorda bene: non era qualcosa di volgare. Era uno show leggero, quasi teatrale, costruito per divertire. Costumi, personaggi, musica studiata, coreografie. Più sorrisi che eccessi. Più spettacolo che provocazione.
In fondo era questo lo spirito dell’8 marzo di quegli anni: una festa semplice, fatta di mimose, musica e amicizia. Un modo per dedicare una serata alle donne e farle sentire protagoniste, senza troppe spiegazioni e senza bisogno di aggiungere altro.
Forse il tempo cambia le cose, e ogni epoca rilegge le ricorrenze a modo suo. Ma chi ha vissuto quelle serate conserva ancora il ricordo di un’epoca in cui l’8 marzo era, prima di tutto, una festa. Semplicemente la festa della donna.