RIFIUTI - LA TARIFFA SCENDE PER LA PRIMA VOLTA DOPO TRENTA ANNI

  • Tommaso Villa

Per la prima volta da quando l'impianto è entrato in funzione, trent'anni fa, la tariffa di trattamento dei rifiuti non aumenta, ma scende. È questo il dato storico e centrale che emerge dalla Determinazione n. G13258 del 30 settembre 2026, con cui la Direzione regionale Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio ha approvato il Piano Economico Finanziario 2024-2025 del TMB di Colfelice, gestito da SAF S.p.A.

Un traguardo mai raggiunto nei tre decenni di vita del sito industriale frusinate, ottenuto non solo mantenendo i conti in ordine, ma azzerando contemporaneamente l'uso della discarica.

Un evento senza precedenti: conti promossi e rimborsi ai 91 Comuni soci La Regione ha passato al setaccio bilanci, libro cespiti e prospetti contabili dell'azienda, confermando che i costi sono "completi, coerenti e congrui" e validando il piano senza apportare nemmeno una rettifica.

Il verdetto della prima validazione regolatoria ARERA ha fissato la tariffa di conferimento a 232,99 euro/tonnellata per il 2024 e a 239,34 euro/tonnellata per il 2025. Poiché nel corso del 2024 SAF aveva fatturato ai Comuni la tariffa del 2022, indicizzata per le annualità successive, di 236,95 euro/t (quasi 4 euro in più a tonnellata, - 2%), e nel corso del 2025 239,53, la differenza verrà ora restituita ai 91 Comuni soci.

Risanamento e 100% Recupero L'eccezionalità del taglio tariffario — fatto inedito nei 30 anni di storia dell'impianto — risalta ancora di più se si considera il cambio di passo sul fronte ambientale. Se nel 2022 oltre un terzo dei rifiuti finiva in discarica, dal 1° gennaio 2024 SAF ha azzerato lo smaltimento in discarica, avviando il 100% dei rifiuti dei Comuni al recupero di materia ed energia. Nonostante il recupero comporti costi gestionali superiori rispetto alla discarica, SAF ha assorbito i maggiori oneri grazie a un'incisiva spending review su contratti, servizi e organizzazione. I costi operativi dell'impianto sono infatti scesi da 23,6 a 22,2 milioni di euro tra il 2024 e il 2025, segnando una riduzione di 1,4 milioni di euro (-6%) in un solo anno. A questo si aggiunge l'ottenimento di un finanziamento da 3 milioni di euro a valere sul FESR Lazio 2021-2027 per il revamping tecnologico della struttura, il cui ultimo ammodernamento risaliva a circa vent'anni fa.

Tra le scelte a tutela dei cittadini figurano inoltre: • Fattore ka a zero: rinuncia al premio tariffario ARERA previsto per le buone prestazioni ambientali, che avrebbe aumentato la tariffa.
• Ricavi condivisi: i proventi della vendita dei materiali recuperati sono stati usati per abbassare la tariffa.

Il paradosso di San Vittore: «Riportare i flussi in provincia» Resta aperta la questione strategica dei flussi di rifiuti diretti al termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, l'unico impianto del genere nella regione. Con le ultime disposizioni regionali, la quota di combustibile derivato da rifiuti (CSS) che SAF può conferire a San Vittore è stata limitata a 36.000 tonnellate all'anno, su una capacità autorizzata di 397.200 tonnellate dell’impianto ACEA, e 327.00 tonnellate dell’impianto SAF. Il resto del combustibile prodotto a Colfelice deve essere spedito fuori regione con ingenti costi di conferimento e di trasporto. SAF chiede pertanto alla Regione di applicare il criterio di prossimità sancito da ARERA per riportare i flussi all'interno della provincia di Frosinone e abbattere ulteriormente le tariffe dei prossimi anni.

La dichiarazione «Per la prima volta da quando esiste l'impianto, ossia da trent'anni a questa parte, la tariffa scende anziché salire e ai nostri Comuni soci torneranno indietro dei soldi», dichiara con orgoglio il Presidente di SAF S.p.A., Fabio De Angelis. «La Regione ha certificato senza alcuna rettifica la correttezza dei nostri conti. È un risultato che va a diretto beneficio dei cittadini della provincia di Frosinone, a questi e solo a questi la società risponde del proprio operato, e che attesta la correttezza e la trasparenza della gestione dell'impianto. È la dimostrazione concreta che tre anni di risanamento e di spending review rigorosa su contratti e servizi portano risultati storici. Abbiamo scelto di azzerare lo smaltimento in discarica e abbiamo trovato nei nostri conti le risorse per farlo, senza chiedere un solo euro in più ai Comuni, ma anzi restituendo risorse. Ora la Regione faccia la sua parte: non è accettabile che l'unico termovalorizzatore del Lazio sia a San Vittore e i rifiuti della nostra provincia debbano viaggiare fuori regione a costi più alti. Riportare quei flussi a casa significa ridurre ancora la tariffa per i Comuni ciociari e premiare chi ha scelto la svolta ecologica».