IL FATTO - RICATTI A SFONDO SESSUALE
- Tommaso Villa
Tre persone, di età compresa tra i 18 e i 37 anni, sono state denunciate dai Carabinieri della Stazione di Ausonia al termine di un’indagine su un presunto sistema di ricatti a sfondo sessuale attraverso i social network e sul trasferimento all’estero di somme di denaro di provenienza illecita.
Gli indagati, due cittadini di origine ivoriana e un italiano, residenti nelle province di Verona, Varese e Palermo, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio per le ipotesi di reato di tentata estorsione e riciclaggio, contestate a vario titolo.
L’indagine è partita dalla denuncia presentata nel maggio scorso da un ventenne residente in provincia di Frosinone, vittima di un tentativo di sextortion, una forma di estorsione basata sulla minaccia di diffondere immagini intime.
Il giovane era stato contattato sui social network da un profilo falso, dietro il quale si nascondeva una persona che si fingeva una donna interessata a instaurare un rapporto virtuale. Dopo aver conquistato la sua fiducia, l’interlocutore lo aveva convinto a condividere materiale sessualmente esplicito.
A quel punto era scattato il ricatto: la richiesta di effettuare bonifici bancari per evitare che le immagini venissero diffuse tra amici e conoscenti.
Il ventenne, tuttavia, non ha ceduto alle minacce. Ha interrotto i contatti, non ha versato alcuna somma e si è rivolto ai Carabinieri per denunciare l’accaduto.
Le indagini e i trasferimenti di denaro all’estero
Gli accertamenti bancari e informatici, accompagnati dall’analisi delle immagini di videosorveglianza di un ufficio postale di Busto Arsizio, hanno consentito agli investigatori di ricostruire una serie di operazioni finanziarie sospette.
Secondo quanto emerso, uno degli indagati avrebbe utilizzato una carta prepagata intestata a un complice per ricevere e prelevare somme provenienti da attività fraudolente.
In appena cinque giorni sono state individuate transazioni in entrata per oltre 7.600 euro, riconducibili, secondo gli investigatori, a truffe ed estorsioni ai danni di diverse vittime.
Il denaro sarebbe stato successivamente trasferito su conti correnti esteri intestati a due degli indagati, attraverso operazioni ritenute finalizzate a ostacolare la ricostruzione della provenienza dei fondi.
Le indagini proseguono per individuare eventuali altre persone coinvolte come vittime dei raggiri.
Il Comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone rinnova l’invito alla prudenza nell’utilizzo dei social network, raccomandando di non condividere immagini intime con sconosciuti e, in caso di ricatto, di non effettuare pagamenti e rivolgersi tempestivamente alle forze dell’ordine.
Le responsabilità delle persone denunciate dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.