CIOCIARIA - SENZA ZES NON C'E' NULLA DA FESTEGGIARE

  • Tommaso Villa

Un Primo Maggio amaro, caratterizzato non dalla festa, ma dalla profonda preoccupazione per il futuro industriale della provincia di Frosinone. L’UGL Frosinone esprime forte disappunto a seguito delle ultime decisioni governative legate al Decreto Legge recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale.

Con tale provvedimento, il Governo introduce di fatto nuove agevolazioni che favoriscono ulteriormente i territori della ZES (Zona Economica Speciale) meridionale, sancendo l'ennesima beffa per il basso Lazio e, in particolare, per il Cassinate, che sta vivendo la peggiore crisi dal dopoguerra e comincia ad avere dati economici ed occupazionali peggiori del Mezzogiorno che resta escluso da questi benefici, pur condividendo gli stessi confini e le medesime critiche dinamiche industriali.

Il Segretario Generale dell’UGL Frosinone, Enzo Valente, denuncia con forza la disparità di trattamento: "Non c’è nulla da festeggiare questo Primo Maggio se il Governo continua a ignorare il grido d'allarme che arriva dal basso Lazio. Con il nuovo Decreto Legge su salario giusto e incentivi all'occupazione, l'Esecutivo introduce ulteriori agevolazioni che avvantaggiano esclusivamente la ZES meridionale. Si tratta di una penalizzazione inaccettabile: i distretti industriali che rientrano nella ZES sono limitrofi al Cassinate e godranno di condizioni di estremo favore.

Il rischio è quello di una progressiva desertificazione: gli investimenti non arriveranno più nel nostro territorio, ma si sposteranno tutti verso le aree limitrofe agevolate. Chi deciderà di puntare sul frusinate se a pochi chilometri di distanza lo Stato offre incentivi e sgravi negati a noi? Alcune aziende del Cassinate e del Sorano stanno pensando di delocalizzare le loro attività oltre i confini.

“La nostra richiesta per questo Primo Maggio è perentoria: è necessario inserire anche il Lazio SUD nella ZES. Difendere l'occupazione significa impedire una concorrenza territoriale sleale che condanna il Cassinate al declino industriale".

L'UGL Frosinone ribadisce che la creazione di "isole felici" dal punto di vista fiscale e contributivo a ridosso dei confini regionali provocherà una fuga inevitabile di capitali e di delocalizzazioni e le compensazioni messe in campo da Governo e regione non sono sufficienti, già abbiamo segnali di aziende che dal Cassinate e del Sorano stanno spostando le loro attività oltre confine. Il sindacato chiede un intervento immediato affinché il lavoro e le imprese del territorio non vengano sacrificati in nome di una perimetrazione geografica che non tiene conto della realtà produttiva del Paese.

“Le audizioni fatte alla Camera l’11 novembre 2025 – conclude Valente – hanno smentito la tesi secondo cui, a causa del Pil regionale, il Lazio non possa entrare nella Zes. Può infatti essere riconosciuta anche per le sole aree che rientrano nei parametri economici previsti dalla legge. A questo punto dobbiamo dedurre che manca la volontà politica. Invito ancora una volta i massimi rappresentanti istituzionali della provincia a battersi per gli interessi dei territori che gli hanno dato fiducia, eleggendoli, offendo loro l'opportunità di sedere sui banchi del Parlamento italiano".