EDITORIALE - ALTOLA' DI TAJANI

  • Tommaso Villa

Antonio Tajani parla da Viterbo, ma le sue parole sembrano rivolte soprattutto a Frosinone e Latina. Il segretario nazionale di Forza Italia ribadisce l'appartenenza degli azzurri al centrodestra, rivendicando autonomia e pari dignità nei rapporti con gli alleati.

Due capoluoghi del Lazio, entrambi amministrati dal centrodestra, nei quali Forza Italia si trova fuori dalle rispettive maggioranze. Semplici questioni locali oppure il segnale di un problema politico più ampio?

A Frosinone la recente ricomposizione della maggioranza offre un ulteriore elemento di riflessione. Antonio Scaccia, che aveva aderito al movimento di Roberto Vannacci assumendovi incarichi politici, ha dovuto rinunciarvi per poter rimanere nella coalizione che sostiene Riccardo Mastrangeli.

Una condizione precisa che ha consentito di superare la crisi amministrativa. Ma perché la ricomposizione ha riguardato Scaccia e non anche Forza Italia, che pure appartiene alla coalizione nazionale e regionale di centrodestra? E soprattutto, quali sono le condizioni politiche che consentono ad alcune componenti di rientrare nella maggioranza e ne lasciano altre all'opposizione? A Latina, intanto, si è consumata un'altra rottura tra Forza Italia e l'amministrazione Celentano.

In questo scenario emerge inevitabilmente il ruolo di Claudio Fazzone (nella foto), coordinatore regionale degli azzurri. Quali possibilità di mediazione esistono ancora? Le due crisi hanno origini indipendenti oppure rivelano difficoltà comuni nei rapporti tra gli alleati?

E quale significato assumono le parole di Tajani, ciociaro di Ferentino, che conosce da vicino la realtà politica frusinate? Sono un sostegno alle posizioni territoriali del partito oppure l'apertura di un confronto destinato a coinvolgere anche i vertici nazionali della coalizione?

Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega governano insieme il Paese e la Regione Lazio. Perché a Frosinone e Latina quella stessa alleanza incontra difficoltà così evidenti?