CASSINO - POTENZIARE IL COMMISSARIATO
- Tommaso Villa
Edilio Terranova, capogruppo della lista “Salera Sindaco”, senza girarci attorno, va dritto al problema e dice: “Ci credo poco, ma la speranza ora è legata al fatto che dal Governo non ci sia stata alcuna risposta riguardo all’invio di altro personale al Commissariato di Cassino perché tutti i loro sforzi saranno stati concentrati, sino a qualche giorno fa, sul referendum. Che la vittoria del NO li abbia quindi lasciati alquanto disorientati, lo si capisce. Ora però spero si riprendano dallo scoramento e chi di dovere si dia finalmente da fare per il potenziamento del locale Commissariato”.
Terranova fa riferimento alla mozione, ben motivata, del Consiglio comunale, quella del 10 febbraio scorso, approvata all’unanimità, con la quale si impegnava il sindaco Enzo Salera a farsi promotore presso il Prefetto affinché venisse chiesto il potenziamento di tale presidio di legalità, attraverso l’incremento di personale, mezzi e risorse. Il fine, ovviamente quello di “continuare l’ottimo lavoro congiunto con le altre istituzioni all’uopo delegate, cosa indispensabile per contenere e contrastare l’avanzare di fenomeni criminosi, per la sicurezza e la legalità”, come si leggeva nell’ultimo periodo della mozione.
Terranova ricorda che i rappresentanti sindacali della Polizia di Stato già nel giugno del 2025 in una nota, di fronte al piano di potenziamento ministeriale che ignorava il Commissariato di Cassino, oltre quelli di Sora e Fiuggi, avevano parlato apertamente di “collasso operativo”. Il grido di allarme è continuato nei mesi successivi, tuttavia non è cambiato nulla. Anzi dopo sette pensionamenti nel 2025, quest’anno il Commissariato perderà altre cinque unità. “Così oggi, qui – ricorda il capogruppo consiliare – numeri alla mano, il problema di ogni giorno è quello di trovare, nel risicato organico disponibile, almeno la copertura dei turni di servizio.
Di concreto – e di serio – aggiungo, niente di niente. Anzi solo una ridicola sceneggiata, dopo la deflagrazione di una bomba carta in un quartiere popolare della città. Leghisti nostrani fecero calare da Frosinone l’on. Ottaviani. In diretta telefonica l’eletto di questo collegio parlò con un papavero del Ministero in presa diretta diramata sui social. Naturalmente promisero, assicurarono, garantirono ma da allora tutto tace da quella parte”.
Si son fatti risentire (i leghisti del posto, non l’on. Ottaviani) alcuni giorni addietro per rinnovare la richiesta dell’utilizzo dell’esercito a garanzia della sicurezza. Il pretesto: un furgone avvolto dalla fiamme di notte in via Po. Pare, peraltro, un incendio di origine dolosa. “Un ritornello, la richiesta dell’esercito, chiaramente strumentale – rileva Terranova – Intanto perché viene rivolta al sindaco quando sanno benissimo che si tratta di materia di competenza di altri, vale a dire di chi governa a livello nazionale.
Poi perché utilizzata, esagerando, a soli fini propagandistici per chiamare in causa responsabilità di chi amministra (bene) questa città. La cui immagine va difesa da esagerate drammatizzazioni. Fermo restando il fatto che la sicurezza va salvaguardata, sempre e comunque. Ma non deve essere, però, oggetto di strumentalizzazioni a fini elettoralistici, peraltro grossolani nella loro evidenza”.
Edilio Terranova
Capogruppo lista “Salera Sindaco”