MONTE - CINELLI SI COINTRADDICE DA SOLO

  • Tommaso Villa

"Prima di entrare nel merito degli atti amministrativi — dove le sue ricostruzioni non stanno in piedi — è doveroso respingere con fermezza le parole più gravi pronunciate: quelle di "atto vile e premeditato" riferite alla nostra scelta di dimetterci. Non c'è nulla di vile in due anni passati a controllare i conti, a presentare interrogazioni, a portare rilievi documentati in ogni Consiglio, a cercare trasparenza in ogni dove. Quanto al presunto "atto premeditato": un calcolo politico si fa per convenienza, guardando al proprio tornaconto. Noi ci siamo allontanati da questa maggioranza ben due anni fa, rinunciando anche a indennità da cariche, secondo strade diverse ma che alla fine ci hanno portato allo stesso risultato".

E' quanto si legge in una nota del Gruppo Consiliare "Insieme per il Futuro di Monte".

"Le stesse ragioni - si legge ancora nella nota - sono quelle messe nero su bianco dall'ex vicesindaca Sabrina Sciucco nella sua lettera di dimissioni: l'accentramento di deleghe, le Giunte fatte in streaming, un cimitero con 150 persone in attesa di un loculo, due scuole di frazione chiuse senza una prospettiva. Non sono le nostre parole a inventare un problema che non esiste: è la stessa numero due dell'amministrazione, a certificarlo. E se un percorso di uscita così lungo, sofferto e diviso in fasi diverse porta comunque tre consiglieri e la vicesindaca alla stessa identica conclusione, forse il problema non è chi se n'è andato, ma chi è rimasto a raccontare che andava tutto bene.

Veniamo dunque agli atti — perché anche lì, Cinelli si contraddice da solo. Cade già nelle prime battute in una contraddizione che i cittadini meritano di conoscere. Da un lato ringrazia pubblicamente, nel suo video, il Commissario Prefettizio per aver "messo un punto fermo" su un Consiglio Comunale che qualcuno, a suo dire, voleva dipingere come pieno di "magagne": sottolinea come il Commissario abbia convocato la sua seduta e approvato tutti i punti che lo stesso ex sindaco aveva portato all'ordine del giorno del 30 luglio — compresi, per sua stessa ammissione, gli atti che permetteranno ai ragazzi de La Lucca di rientrare a scuola a settembre.

Bene. Peccato che, nello stesso intervento, lo stesso Cinelli accusi le minoranze, attraverso l'atto di dimissioni al notaio, di aver bloccato "provvedimenti fondamentali già pronti", a partire proprio dalla variazione di bilancio necessaria alla SCIA antincendio della scuola La Lucca, indispensabile per consentire il rientro degli studenti a settembre. Una domanda semplice, che gli rivolgiamo pubblicamente: se quella scuola era oggetto di finanziamento PNRR, per quale motivo sarebbe servita una semplice variazione di bilancio solo per depositare una SCIA? Chi come noi vive ogni giorno gli adempimenti e i conti di un bilancio comunale certe imprecisioni non le racconta — o non dovrebbe. L'ennesimo arrampicarsi sugli specchi, con il solito tono.

Mettiamo ordine nei fatti, visto che a quanto pare serve: quanto approvato dal Commissario riguarda esclusivamente atti di ordinaria amministrazione — salvaguardia e riequilibrio del bilancio — e nulla di più. Il provvedimento sul parcheggio di Reggimento resta sospeso, in attesa di ulteriori chiarimenti. La questione degli impianti sportivi è ancora irrisolta.

Aver amministrato questo paese per cinque anni e scoprire solo ora, a mandato concluso, che sarebbe stata la minoranza a bloccare tutto, la dice lunga su quanto ci sia da fidarsi di questa ricostruzione. Anzi, dovrebbe ammettere con serenità che dal 2024 aveva imboccato la strada dell'indebitamento: 250mila euro di debiti nel 2024, 334mila euro nel 2025, e per il 2026 se ne prevedevano altri ancora — basti pensare ai 300mila euro di mutuo previsti per dei pali della luce "elettorali".

Si ricordano inoltre i mutui accesi complessivamente, per oltre un milione di euro. Questo significa che, per ogni famiglia di Monte San Giovanni Campano, dal 2024 ad oggi è stato imputato sulle proprie spalle un debito di circa 1.000 euro. Inoltre, intere categorie non sono state tutelate: si pensi alle protezioni civili rimaste senza sedi promesse e senza risposte certe; le associazioni del territorio, senza contribuiti per le preziose iniziative promosse; lavoratori come quelli del trasporto scolastico, senza garanzie e senza retribuzione adeguata, viste le loro responsabilità.

Le nostre motivazioni, del resto, non sono cambiate di una virgola rispetto a quelle già messe nero su bianco sia nei Consigli Comunali sia nei nostri comunicati stampa, e a quanto ricostruito in questi giorni dalla stampa, che ha ricordato come lo stesso Cinelli, eletto con appena il 32% dei consensi, sia stato il primo ad aver sfasciato il proprio gruppo consiliare — salvo poi presentarsi in conferenza stampa ad attaccare proprio chi, come noi, ha avuto il coraggio di dire basta. Dovrebbe ricordarsi piuttosto dei circa 800 voti che abbiamo portato alla lista, voti che hanno contribuito in maniera netta alla sua elezione a sindaco, e per i quali ringraziamo ancora una volta ogni singolo nostro elettore, sia per averci dato mandato ad amministrare, sia per aver condiviso la nostra scelta di distacco.

Confermiamo, senza alcuna esitazione, ogni singola accusa mossa da noi in passato e ribadita ultimamente dalla vicesindaca. Con una sola, doverosa precisazione: noi tre — Giorgio Pisani, Maurizio Nardozi e Quirino Fusco — ci eravamo già allontanati dal suo modo di amministrare da almeno due anni. Nardozi, nello specifico, fu revocato e quindi allontanato dallo stesso sindaco con motivazioni politiche deboli — revoca che, per il bene dei cittadini, non ha mai impugnato. Anche di questo, l'ex sindaco Cinelli dovrebbe ricordarsi. Per quanto ci riguarda, avremmo voluto con naturalezza continuare a dare il nostro contributo a quanto di positivo è stato realizzato in questi anni — perché tanto è stato fatto, anche grazie al nostro apporto, e nessuno può dimenticarlo — in un contesto di confronto adeguato, anche acceso se necessario, purché fondato sulla condivisione democratica delle scelte.

Oggi ci prendiamo, a testa alta, la responsabilità di quello che abbiamo fatto: restituire, con serenità e senza calcoli di convenienza, Monte San Giovanni Campano nelle mani delle uniche persone che hanno davvero il diritto di decidere il suo futuro — i cittadini".