CECCANO - I POZZI POSSONO ATTENDERE
- Tommaso Villa
Siamo ormai giunti ad agosto 2026 , sono trascorsi ben otto mesi da quando, a inizio dicembre 2025, il Comune di Ceccano – dopo le innumerevoli segnalazioni e sollecitazioni da parte di Ceccano2030 – aveva annunciato i risultati delle analisi effettuate da ARPA Lazio sui pozzi di Via Marano, i quali indicavano il rientro dei parametri inquinanti (Triclorometano e Bromodiclorometano) nei limiti di legge.
Da quel momento, la cittadinanza non è più stata informata sui successivi sviluppi e le promesse di una rapida soluzione si sono dissolte nel silenzio. I risultati delle analisi avrebbero dovuto essere confermati dal SISP della ASL per permettere di revocare l’ordinanza che da aprile 2023 vieta l’utilizzo dell’acqua dei pozzi in una vasta area della città. In casi simili in altri Comuni bastano pochissimi giorni per completare le verifiche e aggiornare la popolazione.
A Ceccano questo non succede! A questo punto sorgono spontanei alcuni interrogativi: forse le analisi annunciate a dicembre erano state lette male dall'amministrazione? O magari quei dati non c'erano affatto? Oppure c'è altro ancora? Non si comprende per quale motivo il Sindaco e la delegata alla sanità competente in materia continuino a mantenere il segreto sulla vicenda, indipendentemente da quale sia la reale situazione. Una reticenza che poco si concilia con la trasparenza amministrativa tanto decantata in campagna elettorale.
Davvero inspiegabile un comportamento simile, specie per un' amministrazione che, mesi fa, ci ha tenuto a rendere pubbliche le analisi dell' acqua erogata da Acea, analisi tra l' altro tranquillamente consultabili in quanto messe a disposizione dallo stesso gestore.
Nell’ottica del rispetto dei cittadini e dell' interesse primario della salute pubblica, riteniamo che il Sindaco e la delegata avrebbero dovuto aggiornare la comunità mese dopo mese — anche solo per spiegare le ragioni dell'assenza di sviluppi — senza trincerarsi dietro un mutismo incomprensibile.
Una situazione che impatta direttamente sulla salute, sull'economia familiare e sulle abitudini quotidiane dei residenti merita una gestione comunicativa tempestiva e proattiva, che è pilastro essenziale della tutela ambientale. Auspichiamo che si faccia finalmente chiarezza su quanto emerso dai campionamenti e che, se la pratica è ancora ferma alla ASL, il Sindaco o la delegata alla sanità intervengano con fermezza per sollecitare i riscontri dovuti e li comunichino quanto prima ai ceccanesi, in modo da poter ritirare immediatamente l'ordinanza del 2023 se vi sono i presupposti.
Per le questioni che riguardano i beni comuni, presenti e future, chiediamo che l’amministrazione comunale adotti un modello di comunicazione immediato e costante, prevenendo l’insorgere di incertezze e speculazioni, favorendo l'esposizione delle “carte” al “ci hanno riferito”! Perché di misteri a Palazzo Antonelli ne abbiamo avuti fin troppi e , francamente, non ne vogliamo più.
Collettivo Ceccano2030