IL FATTO - SVENTATA TRUFFA DEL FALSO MARESCIALLO
- Tommaso Villa
Un tentativo di truffa ai danni di una coppia di coniugi si è concluso con l’arresto di due persone grazie alla prontezza delle vittime e al tempestivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo.
L’episodio si è verificato a Isoletta d’Arce, dove un uomo ha telefonato all’abitazione dei coniugi qualificandosi falsamente come maresciallo dei Carabinieri.
Il truffatore, convinto di parlare con una donna anziana, ha raccontato che l’automobile del nipote era stata rubata e successivamente utilizzata per compiere una rapina in una gioielleria, durante la quale sarebbero stati sottratti preziosi e persino la pistola di una guardia giurata.
La donna, intuendo il tentativo di raggiro, ha deciso di stare al gioco, inventando di avere un nipote di nome Antonio. Il falso maresciallo ha quindi annunciato l’arrivo di una presunta perita del tribunale, incaricata di verificare e ritirare il denaro e i gioielli custoditi nell’abitazione.
Nel frattempo, il marito aveva già chiamato il 112, consentendo ai Carabinieri di predisporre un intervento.
Due militari in abiti civili sono entrati nell’abitazione senza essere notati, mentre un’altra pattuglia si è appostata nelle vicinanze. La donna ha continuato a intrattenere telefonicamente il falso maresciallo, mentre il marito manteneva i contatti con i militari.
Poco dopo, davanti all’abitazione è arrivata un’automobile a noleggio, dalla quale è scesa una donna di 46 anni, originaria di Pollena Trocchia, in provincia di Napoli.
La presunta incaricata è entrata in casa e ha ricevuto un sacchetto contenente un orologio, collane e bracciali, preparato dai coniugi.
Al momento di uscire, è stata immediatamente bloccata dai Carabinieri, che avevano assistito alla consegna. Contemporaneamente, i militari all’esterno hanno fermato un uomo di 40 anni, originario di Villaricca, che si trovava alla guida dell’automobile e avrebbe tentato di allontanarsi alla vista delle pattuglie.
Entrambi sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di tentata truffa in concorso. I telefoni cellulari e il veicolo utilizzato sono stati sequestrati.
Il Giudice del Tribunale di Cassino ha successivamente convalidato gli arresti, disponendo per la donna gli arresti domiciliari a Volla, con divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi. Per l’uomo sono stati stabiliti l’obbligo di dimora nel Comune di Napoli e quello di presentazione alla Polizia Giudiziaria due volte al giorno.
L’episodio conferma quanto sia importante riconoscere i tentativi di truffa telefonica e avvertire immediatamente le forze dell’ordine.
I Carabinieri ricordano che richieste di denaro o gioielli avanzate telefonicamente da sedicenti militari, avvocati o funzionari pubblici devono sempre destare sospetto. In questi casi è fondamentale contattare il 112 senza consegnare denaro o oggetti preziosi.
Le persone coinvolte sono attualmente indagate e devono essere considerate presunte innocenti fino a eventuale condanna definitiva.