MONTECASSINO - MESSA PONTIFICALE CON IL CALICE DEL PAPA

  • Tommaso Villa

La luce è il filo conduttore del cammino che porterà Montecassino a festeggiare, nel 2029, i 1500 anni dalla sua nascita. Un tema che illuminerà quest’anno anche la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Una ricorrenza storicamente sentita che da sempre lega la Comunità monastica alla popolazione di Cassino.

Anche quest’anno, il 15 agosto, nella Basilica Cattedrale dell’Abbazia, consacrata e dedicata proprio a Santa Maria Assunta, è prevista alle ore 10.30 la Messa Pontificale. La liturgia sarà presieduta da S.E. Dom Luca Fallica, Abate di Montecassino OSB. Per la prima volta, durante la Santa Messa, verrà utilizzato il prezioso Calice donato dal Santo Padre Leone XIV in occasione della sua visita privata in Abbazia, lo scorso 20 luglio 2026. La celebrazione sarà arricchita dalla partecipazione della Schola Cantorum “Montis Casini”. I fedeli, inoltre, avranno la possibilità di poter ammirare l’Ostensione dell’Icona della Vergine che si potrà venerare sul presbiterio. Alla fine della Messa Pontificale ci sarà il canto della “Salve” nella Cappella dell'Assunta.

Nel pomeriggio, alle ore 16.30, sono previsti i secondi Vespri, in canto gregoriano. Anche i primi vespri della Solennità, venerdì 14 agosto alle ore 16:30, saranno in canto gregoriano. La devozione alla Madonna Assunta è fortemente sentita dalla comunità monastica e dalla popolazione del cassinate. Un legame che risale in particolare al primo dopoguerra, quando tra le rovine dell’Abbazia e della città distrutte, serpeggiava la malaria. In quell’occasione la statua della Madonna, ritrovata nel ’44 miracolosamente intatta tra le macerie dei bombardamenti, venne portata in processione il 4 agosto del 1945 per fermare il contagio.

Le cronache dell’epoca narrano che l’epidemia mortale cessò miracolosamente alcuni giorni dopo. Iniziò da lì la rinascita del territorio. “Come Abbazia di Montecassino – dichiara l’Abate Dom Luca Fallica - stiamo vivendo questo secondo anno, che ci protende verso il Giubileo del 2029, quale «anno della luce».

Contemplando in questa festa la Vergine Maria siamo sollecitati a riconoscere in lei una luce che ci illumina e ci guida, e al tempo stesso veniamo esortati a lasciarci rivestire, come lei, della luce del sole, per diventare a nostra volta capaci di rischiarare il cammino di tanti, soprattutto di coloro che maggiormente sperimentano le ombre, se non le tenebre, della fatica, dello smarrimento, della delusione, della paura. Maria assunta in cielo è un grande segno di speranza. Vorremmo che la nostra stessa vita cristiana, la nostra vita monastica, potesse essere luce di speranza per tanti”.