PONTECORVO - Biomasse, partita chiusa

  • Tommaso Villa

Impianto a Biomassa a Le Cese, il Consiglio di Stato chiude la vicenda: respinto il ricorso della società. Si chiude dopo undici anni la lunga vicenda giudiziaria legata al progetto di realizzazione di un impianto a biomassa in località Le Cese, nel territorio del Comune di Pontecorvo. Il Consiglio di Stato, con una sentenza pubblicata nelle scorse ore, ha rigettato l’appello presentato dalla società contro la decisione di primo grado del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.Il giudice amministrativo di secondo grado ha quindi confermato la piena legittimità degli atti adottati dal Comune di Pontecorvo nell’ambito della procedura amministrativa relativa alla fase concessione dell’impianto a biomassa.Una vicenda lunga e complessa che ha visto contrapposti per oltre un decennio l’ente comunale e la società che, undici anni fa, aveva presentato il progetto per la realizzazione dell’impianto nel territorio cittadino ma che non è mai entrato in funzione.Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Pontecorvo, Anselmo Rotondo, che ha commentato la decisione sottolineando come la sentenza sancisca in modo definitivo la correttezza dell’operato dell’amministrazione comunale. «Anche questa sentenza — questa volta definitiva — sancisce la piena legittimità, legalità e trasparenza con cui l’amministrazione comunale da me guidata ha sempre operato nella vicenda che riguarda la società e il progetto dell’impianto a biomassa», ha dichiarato il primo cittadino.Rotondo ha ricordato come l’azione dell’amministrazione sia stata sempre orientata alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente. «La nostra azione è stata determinata nel voler difendere la salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio».Il sindaco ha poi ripercorso i momenti più difficili della vicenda, segnata da battaglie politiche e giudiziarie. «Le sentenze vanno sempre rispettate, ma questa decisione definitiva arriva dopo undici anni di battaglie, polemiche e anche denunce personali nei miei confronti». Rotondo ha infatti ricordato di essere stato denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino, procedimento poi archiviato.Infine il ringraziamento ai cittadini e ai professionisti che hanno affiancato il Comune nella vicenda. Un riconoscimento particolare è stato rivolto all’avvocato Marco Torriero del foro di Frosinone, che ha rappresentato l’ente nel giudizio davanti al Consiglio di Stato, e al professor Giovanni Betta, già rettore della Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, che ha svolto il ruolo di verificatore tecnico nella complessa vicenda amministrativa.Con la pronuncia del Consiglio di Stato, la lunga controversia giudiziaria può ora considerarsi definitivamente conclusa.