VEROLI - MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DEI POPOLI ITALICI

  • Tommaso Villa

Sedici sale, circa cinquecento reperti e un viaggio nella storia del Lazio meridionale prima della conquista di Roma. Dal 14 novembre 2026 apre al pubblico il Museo archeologico nazionale dei popoli italici “Amedeo Maiuri” di Veroli, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della cultura, con nuovi spazi e un percorso espositivo interamente ripensato rispetto alle precedenti esposizioni temporanee.

Nello storico Palazzo Marchesi Campanari, materiali in larga parte mai esposti, ricostruzioni e narrazioni digitali raccontano le comunità che abitarono questi territori, restituendo al pubblico un patrimonio finora custodito prevalentemente nei depositi.

L’apertura grazie ad un intervento da 850 mila euro finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR, che ha reso fruibili tre dei quattro piani del Palazzo. Avviati nel novembre 2025, i lavori hanno integrato recupero architettonico, adeguamento impiantistico e riallestimento, assumendo l’accessibilità come principio guida dell’intera esperienza di visita.

Le risorse PNRR si articolano in 700 mila euro per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive e 150 mila euro per il progetto “Allestimenti per comunicare l’accessibilità”, nell’ambito della Missione 1, Componente 3, Investimento 1.2. A queste si affiancano ulteriori finanziamenti ministeriali per circa 670 mila euro, destinati al programma di conservazione e valorizzazione del Museo, al potenziamento degli allestimenti e della connettività e al completamento delle procedure antincendio.

«Il Museo nazionale di Veroli rende visibile il risultato di un investimento pubblico che tiene insieme cura del patrimonio, ricerca e diritto alla cultura. Portare nelle sale reperti rimasti a lungo nei depositi significa restituire conoscenza alle comunità e offrire nuove occasioni di scoperta a chi visita il territorio. La collaborazione tra istituti del Ministero, amministrazione comunale, università e associazioni ha permesso di costruire un museo più accessibile e profondamente legato alla città: un luogo in cui riconoscere la propria storia e incontrare quella degli altri», dichiara Elisabetta Scungio, direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio.

Il percorso espositivo attraversa la storia di Latini, Volsci, Ernici e Aurunci, mettendola in relazione con quella delle popolazioni dei territori vicini. I materiali, databili tra l’VIII e il III secolo a.C., accompagnano il visitatore alla scoperta del paesaggio antico, delle lingue e della scrittura, delle abitazioni, dei santuari e delle pratiche funerarie, fino alle trasformazioni che precedono la conquista romana.

Tra le esperienze di visita figurano un plastico del territorio animato da proiezioni in videomapping, la ricostruzione del villaggio arcaico di Frosinone e una sala immersiva e multi sensoriale dedicata alla transumanza. Nella piccola cappella del Palazzo, le vicende dell’edificio prendono voce attraverso il racconto di tre personaggi storici, ricostruiti sulla base dei documenti d’archivio. Un grande salone è dedicato all’attività di Amedeo Maiuri a Pompei e nell’area vesuviana, rendendo omaggio all’archeologo nato a Veroli cui il Museo è intitolato. Il percorso comprende inoltre una sala con materiali provenienti dai recuperi internazionali dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

«Abbiamo lavorato perché ogni reperto potesse raccontare qualcosa delle persone che lo hanno prodotto e utilizzato: come abitavano, in quali divinità credevano, quali relazioni costruivano con le altre comunità. Il rigore scientifico si accompagna a linguaggi comprensibili, ricostruzioni e strumenti multisensoriali, per offrire a pubblici diversi più possibilità di avvicinarsi alla storia. Il confronto con le associazioni del territorio è stato decisivo: l’accessibilità ha orientato fin dall’inizio le scelte del progetto, dai contenuti agli allestimenti», sottolinea Alessandra Gobbi, direttrice del Museo.

La progettazione ha coinvolto l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e l’Ente Nazionale Sordi, attraverso le rispettive sezioni di Frosinone, l’Associazione Anche Noi e l’Associazione Nazionale Genitori persone con Autismo di Frosinone. Linguaggi semplici, spazi di sosta, servizi igienici accessibili e soluzioni immersive concorrono a rendere la visita più accogliente e partecipata.

Il riallestimento è anche il risultato di una vasta collaborazione istituzionale. Prestiti a lungo termine e apporti scientifici coinvolgono, tra gli altri, il Parco archeologico di Pompei, il Museo archeologico nazionale di Napoli, l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, il Parco archeologico di Sepino – Direzione regionale Musei nazionali Molise e le Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio competenti per Frosinone e Latina e per L’Aquila e Teramo, insieme a università e centri di ricerca italiani e internazionali.

Il Museo si inserisce inoltre in una rete culturale che connette Palazzo Campanari agli altri luoghi della cultura di Veroli. Realizzato in collaborazione con il Comune, il progetto “Pietre della cultura” accompagna i visitatori tra i vicoli del centro storico attraverso formelle personalizzate inserite nella pavimentazione, che collegano il Museo nazionale al Museo civico archeologico, al Duomo di Sant’Andrea e Museo del Tesoro, alla Biblioteca Giovardiana e alla Basilica di Santa Maria Salome con la Scala Santa. A partire dal 14 novembre il Museo sarà aperto al pubblico con ingresso libero tutti i sabati e le domeniche dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

Domenica 15 novembre il Museo “Amedeo Maiuri” sarà possibile visitare il museo accompagnati dalla direttrice, con visite alle ore 11.30 e alle ore 15.00, in occasione dell’iniziativa Wine not?! Le vie del vino, organizzata dalla Proloco Veroli Aps in collaborazione con il Comune di Veroli, Regione Lazio, ARSIAL - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio.