SORA - LETTERA APERTA AL SINDACO

  • Tommaso Villa

Una lettera aperta sulla dignità del nostro territorio e sul futuro di Sora al Signor Sindaco e Presidente della Provincia di Frosinone Dott. Luca Di Stefano.

L'ha inviata Serena Rea, Presidente Comitato Civico “Missione Trasparenza”.

Egregio Signor Sindaco, caro Presidente,

Le scrivo mossa da una riflessione che oggi è diventata patrimonio comune di molti cittadini di Sora. In questi mesi, il rigore adottato da Ambiente e Salute nel non ritirare i rifiuti al di fuori del mastello, ha avuto un merito involontario: ha reso visibile l’invisibile, scoperchiando un vero e proprio vaso di Pandora.

Dietro i cumuli di immondizia che iniziano a soffocare le nostre periferie e campagne, non c’è solo l’inciviltà di parte dei nostri concittadini, ma una realtà ben più grave: una percentuale di evasione TARI che grava come un macigno sulle spalle degli onesti. Chi non è censito, chi non paga, oggi si ritrova con il rifiuto davanti al cancello. Questa stessa persona, per un assurdo senso di impunità, non sceglie la via della legalità, bensì quella della fuga, caricando l’immondizia in auto per abbandonarla nelle nostre periferie e campagne o gettarla nell’alveo del fiume Liri.

Signor Sindaco, questa lettera nasce per ricordarLe che il tempo degli alibi tecnici è scaduto. La Sua posizione istituzionale, oggi, è unica e, con essa, la Sua responsabilità: Lei siede contemporaneamente sulla poltrona di Primo Cittadino e su quella di Presidente della Provincia. Questa non è solo una carica di prestigio, è la chiave di volta del problema. Sappiamo bene che la Polizia Locale incontra spesso limiti normativi invalicabili nelle sanzioni ambientali; ma sappiamo altrettanto bene che la Polizia Provinciale ha pieni poteri per intervenire, reprimere e sanzionare questi reati.

Lei è l’unico interlocutore possibile. Lei ha in mano, contemporaneamente, sia la gestione del servizio che il comando della forza di controllo. Non servono “deleghe” né attese per “tavoli tecnici esterni”: serve solo la Sua volontà politica di attivare un protocollo di urgenza tra Comune e Provincia. Se questo non accade, la città non potrà che concludere che non si tratti di impossibilità tecnica, ma di una precisa scelta di non intervenire.

Non possiamo inoltre non chiederLe chiarezza sul finanziamento per il Centro di Raccolta di S. Rosalia. Accogliamo con favore gli investimenti, ma chiediamo chiarezza: i cittadini temono, con cognizione di causa, che il degrado odierno possa essere strumentalizzato per far accettare domani un impianto di trattamento rifiuti nel cuore della città, anziché essere confinato nelle zone industriali preposte. Le giuste rimostranze non possono e non devono diventare lo strumento per giustificare opere che potrebbero compromettere la vivibilità nel centro urbano.

Signor Sindaco, la città oggi è consapevole. I cittadini hanno capito che Lei, e solo Lei, possiede tutte le leve per invertire questa rotta. Tra un anno Sora sarà chiamata a giudicare non le Sue intenzioni, ma i fatti. Un amministratore che detiene ogni strumento del potere, è l’unico che ha davvero qualcosa da perdere davanti al giudizio della storia e, inevitabilmente, degli elettori.

Come vuole essere ricordato? Come il Sindaco-Presidente che, pur avendo in mano le chiavi di tutto, ha scelto di voltarsi dall’altra parte mentre la sua comunità chiedeva aiuto; o come l’uomo che ha avuto il coraggio di difendere chi paga le tasse e restituire dignità alla nostra terra quando era ancora in tempo per farlo?

Siamo davanti ad un bivio. Noi, insieme a tanti cittadini, restiamo in attesa di vedere quale strada sceglierà di percorrere.

Con senso civico,

Serena Rea Presidente Comitato Civico “Missione Trasparenza”

(Nella foto Serena Rea e Susy Capobianco)