GAZA - STANNO UCCIDENDO UN PEDIATRA

  • Tommaso Villa

James Smith è un medico di pronto soccorso nonché un docente di Politiche e Pratiche Umanitarie presso l’UCL (University College London). Ha prestato soccorso a Gaza tra dicembre 2023 e gennaio 2024 e tra aprile e giugno 2024. Ha visto la realtà, ha salvato vite. Leggete la sua testimonianza su Hussam Abu Safiya, pediatra palestinese e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, ostaggio di Israele da maggio 2024:

“Incontrai per la prima volta il dottor Hussam Abu Safiya il 1° maggio 2024. Quel giorno di maggio 2024, la nostra ambulanza si unì a un piccolo convoglio delle Nazioni Unite diretto a nord di Gaza. Ci era stata concessa una breve finestra di tempo per accompagnare un’équipe medica norvegese all’ospedale Al Awda e poi trasferire i pazienti dal Kamal Adwan al sud di Gaza, dove avrebbero atteso l’evacuazione. Ad Al Awda abbiamo visto i segni dei ripetuti attacchi israeliani contro l’ospedale.

Le pareti erano crivellate di fori di proiettile di grosso calibro. Tra il terzo e il quarto piano si apriva un’enorme voragine, causata da un raid israeliano del novembre 2023 che uccise tre medici e un accompagnatore di un paziente. Arrivammo all’ospedale Kamal Adwan ben dopo mezzogiorno. I soldati israeliani ci avevano trattenuto per quasi tre ore a un checkpoint a Netzarim, il che significava che avevamo pochissimo tempo per identificare e trasferire in sicurezza i pazienti sulla nostra lista. Fummo accolti dal dottor Abu Safiya nel suo ufficio. Erano presenti anche rappresentanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e di Medici Senza Frontiere (MSF), e fummo invitati a sederci mentre lui e i suoi colleghi ci spiegavano le numerose difficoltà che affrontavano come ospedale più a nord di Gaza. Il ronzio assordante dei droni israeliani era incessante.

Nonostante la costante minaccia di attacchi e la precaria scarsità di cibo, ci furono offerti acqua e biscotti, come sempre accade con l’ospitalità palestinese. Il dottor Abu Safiya ci fece visitare l’ospedale. I cortili e le scale erano affollati e i reparti pieni. Fummo portati nel reparto di pediatria per vedere i bambini affidati alle sue cure: decine di bambini in condizioni critiche, alcuni visibilmente malnutriti e altri con urgente bisogno di farmaci che Israele aveva bloccato, impedendone l’arrivo agli ospedali di Gaza. Quel giorno trasferimmo quattro bambini nel sud di Gaza. Un attacco israeliano aveva inflitto ferite orribili a tre di loro, mentre il quarto necessitava di un’evacuazione urgente per un trapianto. Tutti erano stati curati meticolosamente dal dottor Abu Safiya e dagli infermieri e medici del Kamal Adwan, con le poche risorse rimaste.

La volta successiva che vidi il dottor Abu Safiya fu otto mesi dopo, in un video che circolava online: si vedeva il medico camminare verso due veicoli blindati israeliani posizionati in una strada adiacente all’ospedale. Era in piedi, dritto davanti a sé, con indosso il camice bianco da medico. Nelle settimane precedenti, la struttura medica era stata ripetutamente attaccata, presa d’assalto e circondata. Decine di pazienti e membri del personale erano stati uccisi all’interno dell’ospedale, e molti altri nelle immediate vicinanze. Poi il dottor Abu Safiya era stato fatto sparire con la forza. L’Occidente deve agire per salvare il dottor Hussam Abu Safiya dall’essere ucciso da Israele”.

Testo e foto da Scomode Verità di Alessandro Di Battista