DISASTRO SANITA' - BULIMIA, LA REGIONE TAGLIA I FONDI

  • Tommaso Villa

La situazione del servizio del Dipartimento di Salute Mentale, uosd Disturbi del comportamento alimentare è particolarmente precaria e difficile. E’ sicuramente un servizio che cerca di fare il meglio che può, in un contesto che vede allargarsi sempre di più il numero di minori e adulti con disturbi nella sfera del comportamento alimentare.

L’Azienda ASL di Frosinone ha chiesto al servizio di occuparsi anche dei minori, a conferma della necessità di rispondere adeguatamente ad un numero crescente di minori con problematiche alimentari. Il problema con la Regione Lazio e con la ASL di Frosinone in particolare è che da un lato concedono e ordinano, dall’altro rendono improponibile una situazione di cura decorosa.

Ci spieghiamo meglio: . con una Delibera di Giunta Regionale del 17/07/2025 n. 606 “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Approvazione della rete di trattamento, dei requisiti minimi autorizzativi e del sistema renumerativo”, la Regione stabilisce tante belle cose, a parole sembra un atto che mette ordine e che permette la strutturazione di un sistema efficiente ed efficace per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, ma poi, al momento di quantificare l’impegno economico la Regione conferma una linea di tendenza di natura economica che vanifica ogni progettualità, stabilendo che la Regione pagherà il periodo di trattamento in comunità residenziali, spesso assolutamente necessari, per un periodo limitato a 90 giorni.

E poi? Poi è come se non fosse un problema della Regione, non ci sono indicazioni su come quando e perché possa essere completato il percorso, di solito di almeno un anno, di cura per ciascun ospite. Una decisione molto grave. Quello che viene stabilito in termini di organizzazione sanitaria viene svilito e messo in GRAVE DIFFICOLTA’ DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO.

  • La Regione sta continuando nell’opera di smantellamento del Servizio Sanitario Regionale, privilegiando il risparmio verso gli operatori sanitari, favorendo il privato e, a partire da questa delibera, mettendo in difficoltà anche il privato.

  • A livello della ASL di Frosinone: il servizio Disturbi del comportamento alimentare, a fronte di un aumento, un raddoppio dell’utenza di riferimento, continua ad operare in situazione emergenziale con personale ridotto come effettivi e continuando ad imperversare nei contratti a tempo determinato e a partita IVA, Il DCA ha una dotazione organica che non permette più la regolarità e l’essenzialità del trattamento terapeutico: troppo pochi gli operatori per svolgere bene il lavoro secondo le indicazioni che la stessa Regione Lazio ha emesso.

  • La ASL di Frosinone, inoltre, si distingue per una situazione che si trascina da tre anni: il Dipartimento di Salute Mentale non ha Direttori di Ruolo dei servizi territoriali e ospedalieri; viene retto grazie alla buona volontà di alcuni dirigenti che, pur non avendo autorità formale definita dalla Dirigenza Aziendale, continua ad operare, a firmare, a prendere impegni.

  • La ASL di Frosinone, sulla Salute Mentale, è come se fosse il salvadanaio della Regione Lazio: è il luogo dove si risparmia, anche in maniera non adeguata, perché non si può risparmiare sulla pelle degli operatori non riconoscendo loro le funzioni che svolgono, nel mentre tutte le assunzioni fatte, sempre insufficienti rispetto al fabbisogno, sono effettuate con contratti a tempo determinato e con partita IVA. Probabilmente gran parte del virtuosismo della Regione Lazio rispetto ai conti economici deriva da quanto non si spende sul personale nella ASL di Frosinone.

  • La situazione è difficile, gli operatori della Salute Mentale, e non solo, stanno tenendo l’anima con i denti, ma per poter operare per la salute degli abitanti della Regione Lazio e della Provincia di Frosinone in particolare bisogna che la salute degli operatori nei servizi sia buona, che ci sia attenzione, che ci siano piani operativi, che ci sia una prospettiva di futuro.

  • Sembra quasi che la situazione di abbandono in cui versa la ASL di Frosinone permetta di addossare ogni responsabilità ai servizi pubblici, a favore di una privatizzazione spinta e senza qualità.

  • Ma la Delibera 606 sta inaugurando una nuova realtà: adesso anche le strutture private sono state deprivate di risorse economiche. Si risparmia e la salute di tutti noi va in gloria. E tutto questo nel silenzio generale.