ANITRELLA - RIDATECI LA NOSTRA SCUOLA

  • Tommaso Villa

Nasce ufficialmente il “Comitato A. Schimperna di Anitrella”. Il presidente e rappresentante legale, Vanna Ferazzoli, il segretario Arianna Cimaomo ed i consiglieri Lucia Imperioli, Elisabetta Caldaroni e Lorena Ferazzoli hanno formalmente costituito il Comitato lo scorso 26 ottobre dall’iniziativa spontanea di genitori, famiglie e cittadini preoccupati per il prolungato e preoccupante stallo che sta interessando i lavori di adeguamento e messa in sicurezza della scuola primaria e secondaria del plesso anitrellese.

A seguito del trasferimento temporaneo delle attività didattiche, disposto per consentire l’esecuzione degli interventi strutturali che sarebbero dovuti durare sei mesi, la comunità si trova oggi a fare i conti con un cantiere di fatto fermo. Questa situazione di immobilismo non sta solo prolungando i disagi logistici per gli alunni e per le loro famiglie, costretti a spostamenti quotidiani verso altre sedi, ma sta privando la frazione di Anitrella del suo più importante presidio sociale.

Nelle piccole realtà e nelle frazioni, la scuola non è semplicemente un luogo didattico ma rappresenta il vero cuore pulsante della comunità, l’ultimo baluardo contro lo spopolamento ed il principale centro di aggregazione per le famiglie e i giovani. Tenere le porte sbarrate a tempo indeterminato significa privare il territorio di una funzione sociale insostituibile, rischiando di indebolire il tessuto relazionale e culturale di tutta la frazione.

Il comitato ha deciso di agire immediatamente con la massima concretezza; in data 2 novembre è stato ufficialmente depositata l’istanza di accesso agli atti presso gli uffici comunali competenti. Un atto necessario per fare piena luce sulle motivazioni reali che hanno determinato il blocco dei lavori, a fronte della totale carenza di informazioni ufficiali che sta alimentando una forte incertezza sul futuro del plesso.

La scuola di Anitrella è l’anima della frazione e non si può permettere che resti un’opera incompiuta; non è solo una questione di mura o burocrazia, si tratta della sopravvivenza sociale della nostra comunità. Il Comitato chiede semplicemente un confronto pubblico e trasparente con l’amministrazione comunale e con i responsabili del procedimento per conoscere i motivi dello stop e le date certe della ripresa dei lavori…