MONTECASSINO - USURA, PREVENIRE E AIUTARE
- Tommaso Villa
Il rincaro dei beni di prima necessità, il consumismo legato alla non adeguata percezione delle proprie possibilità, la sanità e il turismo sanitario, le separazioni dei nuclei familiari, il mercato del lavoro frammentario, il gioco d’azzardo. Sono tra i principali motivi per cui si ricorre oggi al sovraindebitamento.
Questa situazione crea una fragilità economica e psicologica che spinge le persone ad isolarsi. Ed è in questo momento che si cade nella morsa dell’usura. Per informare sul grave fenomeno e fornire punti di riferimento a chi ha bisogno di aiuto, è stato organizzato dalla Fondazione Goel e dall’Abbazia di Montecassino, il convegno dal titolo “Cerca la Pace e perseguila, prevenire l’usura per un’economia a favore del bene comune”.
Un evento che si è tenuto nel Salone San Benedetto dell’Abbazia. La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Padre Abate Dom Luca Fallica, il quale ha sottolineato come la Bibbia condanni fermamente l'usura, considerata non solo un'ingiustizia economica ma un grave peccato sociale.
L’Abate Fallica ha inoltre ricordato che proprio Papa Leone XIV, in un recente incontro con la Consulta antiusura, ha ribadito con fermezza la gravità del fenomeno, evidenziando come questa pratica non colpisca soltanto singoli individui, ma possa mettere in ginocchio interi popoli e nazioni. Il Pontefice ha sottolineato il rischio che sistemi finanziari usurari possano provocare crisi economiche e sociali su larga scala, danneggiando comunità e società nel loro complesso. Il Santo Padre ha definito l’usura un peccato grave, che si discosta profondamente dalla volontà di Dio.
Ha descritto come l’usura possa schiacciare le persone fino a renderle schiave, generando sofferenze profonde che spesso si traducono in crisi familiari, problemi psicologici e persino pensieri di suicidio. L’usura, secondo Leone XIV, non è mai una semplice questione contabile, ma un vero e proprio macigno che soffoca la dignità umana. Da qui l’invito alla Consulta antiusura a vigilare con attenzione e combattere queste pratiche, che alimentano disuguaglianze e sofferenze. In un contesto globale sempre più complesso, il Papa ha richiamato la comunità internazionale a non trascurare le conseguenze di sistemi finanziari ingiusti e usurari, che minano la pace sociale e la giustizia. Questi moniti si inseriscono nel più ampio magistero della Chiesa sulla responsabilità etica nelle questioni economiche e sociali.
Ad aprire il ciclo di interventi è stato proprio il Presidente della Consulta Nazionale delle Fondazioni antiusura, Luciano Gualzetti, il quale ha evidenziato come la Consulta svolga un ruolo cruciale nel fornire ascolto, accompagnamento e supporto economico alle persone indebitate, spesso incapaci di accedere al credito legale. “L’educazione finanziaria – ha detto - rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire il ricorso all’usura, promuovendo una gestione responsabile delle risorse e un sistema di valori basato sulla sobrietà e il consumo consapevole”.
Tra gli illustri ospiti sono intervenuti anche: Mons. Antonio Lecce, primo Presidente della Fondazione Goel, il quale ha relazionato sull’operatività della Fondazione, dall’ascolto alla scesa in campo...
Maria Rosaria Lauro (membro del CDA Goel) che ha raccontato come la Goel, nata nel 2007 per volontà dei Vescovi delle Diocesi di Sora-Cassino-Aquino -Pontecorvo, Frosinone-Veroli-Ferentino-Anagni-Alatri e l’Abbazia Territoriale di Montecassino, sia cresciuta nel tempo fino ad entrare a far parte, nel 2011, del programma ministeriale di sostegno economico legato alla legge 108/96. “Nello scorso anno (2025) – ha evidenziato la Dottoressa Lauro - sono state aiutate 14 famiglie per un totale di €271.860,00. Dal 2011 al 2025 hanno ricevuto aiuto ben 150 famiglie, con erogazioni per €2.175.435,21. Gli ascolti totali nel 2025 sono stati 20”.
Dopo la pausa pranzo ed una visita all’Abbazia, i lavori sono proseguiti con il docente universitario e saggista Massimo Folador, fondatore e amministratore di Askesis Società Benefit, che si occupa di consulenza e formazione per lo sviluppo delle aziende attente al rapporto tra Etica e Impresa e ai principi dell'Economia Integrale. Folador ha spiegato l’importanza attuale della regola di San Benedetto, il valore del bene comune e l’importanza del connubio etica-impresa.
A chiudere il ciclo di interventi, la giudice della Corte Costituzionale Antonella Sciarrone Alibrandi che ha definito l’usura un problema complesso che il nostro ordinamento ha cercato di arginare attraverso strumenti giuridici come la Legge 108/1996. “Il legislatore – ha spiegato la Dottoressa Alibrandi - è consapevole che il fenomeno non va solo contrastato. È più facile prevenire, piuttosto che intervenire quando il danno è già stato fatto e spesso in maniera irreversibile. Quando si cade nel baratro dell’usura, si crea una dipendenza così forte che sono davvero rarissimi i casi in cui si riesce a denunciare il reato. E senza la denuncia non si può purtroppo usufruire degli strumenti predisposti dallo Stato.
L’unica strada da percorrere per uscire dal sovraindebitamento è la relazione. La soluzione è nella comunità. Il legislatore ne è ben consapevole. Per questo La Legge 108/1996 ha attribuito alle fondazioni e associazioni riconosciute, un ruolo cruciale, come intermediari sociali, per aiutare famiglie, privati e piccole imprese che non possono accedere al credito bancario tradizionale. Queste realtà gestiscono speciali "fondi antiusura" finanziati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Le risorse ricevute dallo Stato vengono utilizzate per prestare garanzie bancarie, permettendo a soggetti a rischio finanziario o sovraindebitati, di ottenere prestiti per far fronte a necessità primarie o per rimettere in sesto l'attività lavorativa. Ma ciò che è più importante è che, oltre all'aspetto economico, le associazioni offrono tutela, assistenza legale e informazione”. Spesso però i cittadini non conoscono queste realtà associative e non sanno che esistono delle leggi che li tutelano.
È dunque di vitale importanza promuovere la conoscenza delle fondazioni presenti sul territorio ed informare i cittadini che esiste una soluzione ai loro problemi. È importantissimo fare rete, chiedere aiuto alle fondazioni, che sono i soggetti istituzionalmente chiamati a svolgere il compito di consulenti del debito oltre che a fornire sostegno psicologico.
A moderare il convegno il giornalista di “Avvenire” Igor Traboni che ha lasciato al Padre Abate le conclusioni della giornata. Dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno partecipato a questo importante convegno, l’Abate ha chiuso sottolineando che “Per cercare la pace occorre volgere il male in bene, menzogna in verità, iniquità in giustizia”. Ha sollecitato la comunità a prestare molta attenzione alla crisi Stellantis, che attanaglia il territorio. E poi ha concluso: “La regola di San Benedetto inizia con un “tu” e si conclude con un “noi”. Dobbiamo prestare attenzione ai bisogni individuali nell’ottica del bene comune”.