FROSINONE - LA TANTO AMATA ASP

  • Tommaso Villa

L’ASP Frosinone (Azienda servizi alla persona - ex Ipab) è entrata in una fase di transizione che, sulla carta, avrebbe dovuto essere ordinaria. Un Consiglio di amministrazione arriva alla scadenza naturale del proprio mandato, ne viene nominato un altro e l’attività dell’ente prosegue. Questa volta non sta andando così.

Il Consiglio di amministrazione guidato da Gianfranco Pizzutelli ha concluso il proprio mandato il 13 maggio 2026. Ha continuato ad operare nel periodo di prorogatio previsto dalla legge fino al 27 giugno, ma alla scadenza di quel termine il nuovo organismo non era ancora stato costituito.

Per garantire la continuità amministrativa dell’ente, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca è intervenuto con il decreto T00114 del 20 luglio 2026, nominando commissario straordinario Massimo Oddi, dirigente regionale, per tre mesi, con possibilità di proroga per altri tre.

Per capire come si sia arrivati fin qui bisogna tornare al 2021.

Il precedente Consiglio di amministrazione fu costruito in due tempi durante la presidenza della Regione di Nicola Zingaretti(Pd). Gianfranco Pizzutelli era stato indicato per la presidenza già all’inizio del 2021 e il 12 maggio di quell’anno venne costituita una prima parte del CdA con Pizzutelli presidente: Davide Orazi e Roberto Redolfi consiglieri. Orazi e Redolfi erano stati individuati in rappresentanza dei portatori degli interessi originari delle istituzioni assistenziali confluite nella nuova ASP.

Il Consiglio venne completato alcuni mesi dopo. Il Presidente della Regione indicò Lorella Biordi e Francesco Proni quali ulteriori componenti, sottoponendo i loro nomi ai distretti sociosanitari interessati.

Non essendo giunti pareri contrari nei termini previsti, si formò il silenzio-assenso e con il decreto T00206 del 3 novembre 2021 il CdA arrivò alla sua composizione definitiva: Gianfranco Pizzutelli presidente, Lorella Biordi, Davide Orazi, Francesco Proni e Roberto Redolfi consiglieri.

Era quindi un Consiglio nato durante la stagione Zingaretti, ma capace di attraversare senza scossoni anche il cambio politico alla Regione Lazio e l’arrivo del centrodestra guidato da Francesco Rocca.

Pizzutelli rappresenta bene questa particolare caratteristica. Leader del Polo Civico, con trascorsi politici e amministrativi a Frosinone, venne scelto da Zingaretti in una fase nella quale il suo movimento guardava verso il centrosinistra. Negli anni successivi Pizzutelli è apparso più vicino agli attuali riferimenti del centrodestra regionale. Ciò non gli ha impedito di completare integralmente il mandato quinquennale.

Anche all’interno del precedente CdA non mancavano figure con una riconoscibile storia politica. Lorella Biordi, (di Monte S.G,C.) ad esempio, negli anni scorsi è stata indicata come esponente della Lega ed è rimasta molto attiva negli ambienti politici provinciali; più recentemente è stata protagonista della mobilitazione che ha accompagnato l’elezione in Consiglio provinciale di Stefano D’Amore, fresco esponente di Fratelli d’Italia.

Il punto, però, non è stabilire se i componenti di un CdA abbiano o meno una storia politica. Le ASP sono enti pubblici e la stessa legge regionale attribuisce alla politica istituzionale un ruolo esplicito nella formazione dei loro organi.

Lo Statuto dell’ASP Frosinone prevede infatti un Consiglio di cinque membri. Il presidente viene designato dal Presidente della Regione Lazio, sentita la commissione consiliare competente. Un secondo componente viene individuato dal Presidente della Regione sentiti i distretti sociosanitari; un terzo viene anch’esso individuato sentendo i distretti, mentre gli ultimi due rappresentano i portatori degli interessi originari delle istituzioni confluite nell’ASP. Tutti, alla fine, vengono nominati dal Presidente della Regione.

Ed è proprio su questi cinque posti che si sta giocando oggi una partita che va ben oltre la semplice compilazione di un organigramma.

Per la presidenza il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Federica Aceto, già vicesindaco di Ceccano. La sua candidatura viene ricondotta a Fratelli d’Italia e, in particolare, all’area politica della presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Alessia Savo. Il nome è emerso pubblicamente già nel giugno scorso e continua ad essere considerato uno dei più accreditati per il dopo Pizzutelli - Oddi.

Ma ad oggi: 2 settembre 2026 Federica Aceto non risulta ancora formalmente nominata presidente dell’ASP Frosinone. Sul sito dell’ente continua ad essere indicato Massimo Oddi quale commissario straordinario e il nuovo CdA risulta ancora “in corso di nomina”.

La partita non riguarda soltanto Fratelli d’Italia.

La Lega ha già aperto una discussione interna su uno dei posti disponibili. ll coordinatore Nicola Ottaviani avrebbe indicato il consigliere provinciale Andrea Amata. La proposta avrebbe però incontrato la contrarietà dell’area leghista di Alatri, che rivendicherebbe per il proprio territorio la possibilità di esprimere un componente del nuovo Consiglio. Anche in questo caso siamo davanti ad una candidatura politica e non ad una nomina formalizzata.

Sul tavolo resta inevitabilmente anche Forza Italia. Le ricostruzioni politiche delle ultime settimane descrivono infatti il rinnovo dell’ASP come uno dei dossier sui quali il centrodestra provinciale dovrà trovare un equilibrio tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

Non risultano però, allo stato attuale, nomi sufficientemente consolidati per attribuire a Forza Italia o alle altre componenti gli ulteriori posti del futuro CdA. Sarebbe scorretto trasformare ipotesi e conversazioni politiche in nomine già decise.

Alle esigenze politiche dovranno, però, essere sovrapposte le regole dello Statuto: due componenti devono essere individuati tenendo conto dei distretti sociosanitari e due devono rappresentare gli interessi originari delle istituzioni dalle quali l’ASP è nata. Ed è forse proprio qui che si trova l’aspetto più interessante della vicenda.

Le norme descrivono una procedura costruita per rappresentare territori, distretti e storia delle antiche istituzioni di assistenza. La politica, parallelamente, ragiona inevitabilmente in termini di partiti, correnti, territori ed equilibri della coalizione.

Le due cose dovranno incontrarsi nei cinque nomi che Francesco Rocca metterà nero su bianco.

Nel frattempo Massimo Oddi resta al timone come commissario straordinario. E durante il commissariamento si è già chiusa un’altra partita importante: quella della direzione generale. Con decreto del 31 luglio 2026 è stata infatti individuata come nuovo direttore dell’ASP l’avvocato Rossella Monti, al termine della selezione avviata dall’ente. Il relativo provvedimento è stato successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.