AMBIENTE - FIUME COSA SOFFOCATO DAI VELENI

  • Tommaso Villa

Una marea nera di melma densa e maleodorante sta cancellando la vita biologica nel fiume Cosa, storico affluente del Sacco lungo 35 chilometri. Di fronte all’ennesima emergenza ecologica che attanaglia il territorio ciociaro tra i Comuni di Frosinone, Veroli, Alatri e Anagni, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Possibile Frosinone intervengono con decisione, portando il caso direttamente all'attenzione del Governo centrale. Il capogruppo di AVS nella commissione Affari Costituzionali della Camera, Filiberto Zaratti, ha depositato un’interrogazione parlamentare urgente rivolta al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Le denunce dei cittadini, dei comitati territoriali e delle associazioni ambientaliste — approdate anche ai microfoni del Tg3 Lazio — tracciano un quadro devastante, particolarmente critico nella zona di Castelmassimo e presso le storiche Cascate dello Schioppo. Come evidenziato dalle segnalazioni del circolo di Legambiente Frosinone “Il Cigno” e dall'associazione “Schioppo Bene Comune”: assenza di fognature e fosse biologiche svuotate nell'alveo: L'inquinamento da bioindicatori rivela una qualità dell'acqua medio-bassa dovuta alla cronica mancanza di una rete fognaria pubblica primaria. Il forte e fondato sospetto è che molte fosse biologiche vengano svuotate direttamente nel corso d'acqua in totale assenza di controlli; impatto stagionale dei frantoi: A questo carico si sommano i residui melmosi derivanti dalla spremitura delle olive lasciati depositare sul fondo del fiume; siccità e captazioni illegali: La prolungata siccità e i prelievi idrici abusivi hanno ridotto il Cosa a un debole rigagnolo, incapace di diluire il carico inquinante; impermeabilizzazione del fondale e moria della fauna: La melma scura impermeabilizza il letto del fiume, distruggendo l'ecosistema. Nel corso d'acqua non si vedono più né pesci né rane; discariche sommerse ed emergenza amianto: Alle cascate dello Schioppo, nonostante le continue bonifiche dei volontari, le piene smuovono il fondo facendo riemergere vecchie discariche abusive piene di plastica, pneumatici da trattore e persino amianto.

Le richieste di AVS nell'interrogazione al Ministro Pichetto Fratin: :”Non possiamo permettere che il fiume Cosa venga definitivamente trasformato in una fogna a cielo aperto, proprio mentre le istituzioni locali sbandierano l'imminente riqualificazione del parco fluviale”, dichiara Zaratti. Nell'interrogazione parlamentare presentata al Ministro Pichetto Fratin, Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile chiedono espressamente: prelievi ed analisi immediate: L'esecuzione urgente di campionamenti sulle acque del fiume Cosa e la tempestiva pubblicazione dei risultati analitici per accertare la natura dei contaminanti. Quindi, controlli e prevenzione: Quali sistemi di monitoraggio e contrasto alle attività illecite di sversamento abusivo e captazione illegale siano attualmente in atto sul territorio. Poi, un piano strutturale per le fognature: L'esistenza e la tempistica di un piano infrastrutturale per il completamento della rete fognaria nei Comuni interessati dagli sversamenti (Frosinone, Veroli, Alatri, Anagni). Senza dimenticare la bonifica del SIN Bacino del Fiume Sacco: Lo stato di avanzamento reale ed effettivo degli interventi per completare l’annosa e irrisolta messa in sicurezza e bonifica del Sito di Interesse Nazionale “Bacino del Fiume Sacco”.

Il territorio della Valle del Sacco e dei suoi affluenti non può più pagare il prezzo dell’incapacità programmatoria e della mancanza di vigilanza. È inaccettabile che i cittadini debbano assistere all’azzeramento della biodiversità e al costante rischio sanitario nell’indifferenza generale. AVS e Possibile Frosinone continueranno a combattere al fianco dei comitati e delle associazioni affinché si passi dalle promesse vuote ai fatti: servono sanzioni severe per gli ecocriminati, il completamento immediato delle infrastrutture fognarie e la reale bonifica della nostra terra.