ECONOMIA - IL SUD DEL LAZIO DESTINATO AL DECLINO

  • Tommaso Villa

Sovente, quando le cose non vanno bene o per paradosso si avvicina un avvicendamento corporativo, si è soliti rispolverare la storia degli aerei di Mussolini. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 maggio 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 219 del 20 09 2025 ne è una riprova.

Tutto nasce dall'immobilismo politico della Giunta Rocca e, gerarchicamente, di tutti gli esponenti di governo eletti nel basso Lazio presi in contropiede dall'esclusione del Lazio dalla Zes. Questi i fatti, ora, rispolverare questa contribuzione in regime de minimis facendo sponda con il Consorzio industriale del Lazio per riabilatarsi della malaparata non sposta di una virgola il problema, anzi la drastica riduzione del piano industriale della Novo Nordisk ad Anagni, ufficializzata in questi giorni, pone ulteriori criticità e palesa ancora una volta le evidenti lacune programmatiche del governo nazionale e regionale.

La produzione industriale italiana ha registrato un calo dello 0,9% nel 2025, segnando il terzo anno consecutivo di flessione dopo il – 2% del 2023 e il – 4% del 2024, evidenziando una persistente debolezza del settore manifatturiero. Questi sono dati certificati indiscutibili, certificati e incontestabili.

Comunque, tornando ai tanti conclamati e celebrati 100 milioni sussiste una ripartizione territoriale formalmente espressa: 20 per l’ex Cosilam, 20 per l’ex Sud Pontino, 20 per l’ex Roma-Latina, 20 per l’ex Asi di Frosinone, 20 per l’ex Consorzio della provincia di Rieti.

Il massimo del contributo in de minimis è pari massimo a 300.000,00 euro a domanda presentata, con ovviamente i requisiti della regolarità contributiva e fiscale assolti: quindi facendo due semplici conti, ammesso il massimo contributo, possono essere soddisfatte 67 domande per ex ente consortile. Rimangono fermi i parametri del de minimis, ovvero periodo di calcolo, concetto di impresa unica e trasparenza.

Pongo una domanda, questo importante sostegno può risollevare l'economia di un intero territorio come la Ciociaria o il Pontino? E a tutti quei comuni, nonultimo Viterbo, che gli ardenti esponenti di Fratelli d'Italia stanno cercando in tutti i modi di fare aderire all'ente consortile, qui prodest? I dubbi sono tanti e importanti poli polifunzionali territoriali quali per esempio Civitavecchia hanno declinato, nonostante l'insistenza, l'invito ad aderire puntando, forse a ben vedere, su fondi strutturali Fesr e Por.

Non mi dilungo sulla superficialità e inadeguatezza delle altre misure cantierare, ZFD e ZLS, anche perchè non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, intanto a Cassino Stellantis continua con gli ammortizzatori sociali, con buona pace di Meloni, Rocca e Angelilli e l'attuale timoniere, pro tempore, dell'ente consortile a cui forse sfugge, dato di ieri, che nel 2025 le ore di Cassa integrazione guadagni (Cig) autorizzate nella regione Lazio hanno raggiunto quota 37.610.778, in crescita del 57,2% rispetto al 2024, quando erano 23.930.761 e sopra anche al 2023, quando ammontavano a 34.470.610.

Aggiungere altre parole è inutile, la situazione è grave e invito a non scherzare con il futuro di questi territori, ultime province dell'impero, spesso depredate, spesso dimenticate e mai valorizzate. Senza interventi strutturali e piani di opere pubbliche infrastrutturali decennali, in primis una rete autostradale che metta in comuncazione Cassino Frosinone e Latina, il sud del Lazio sarà destinato al declino.

Lorenzo Fiorini

PSI