SICUREZZA ALIMENTARE - CARNE, CONTROLLI NEI LABORATORI
- Tommaso Villa
Prosegue l’attività di vigilanza dei Carabinieri del NAS di Latina, impegnati nei giorni scorsi in una serie di controlli mirati nel frusinate, nell’ambito della strategia operativa mensile dedicata ai laboratori di lavorazione e sezionamento delle carni, disposta dal Superiore Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. Le ispezioni hanno interessato esercizi del capoluogo e dell’area provinciale, portando alla luce diffuse irregolarità sotto il profilo igienico-sanitario e della tracciabilità degli alimenti.
Il bilancio dell’attività evidenzia una sospensione immediata di laboratorio, due sequestri amministrativi di alimenti e sanzioni amministrative per un importo complessivo di 4.000 euro, a conferma dell’attenzione rivolta a un settore particolarmente sensibile per la sicurezza del consumatore.
Nel dettaglio, in una macelleria del capoluogo, i militari hanno riscontrato gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali all’interno del laboratorio di lavorazione carni: sporco diffuso, presenza di materiali estranei alle lavorazioni e una cella frigorifera con evidenti fenomeni di ossidazione sulle pareti. Una situazione tale da determinare, su segnalazione del NAS, l’intervento dell’ASL che ha disposto l’immediata sospensione dell’attività del laboratorio, con contestuale sanzione amministrativa di 1.000 euro.
Sempre a Frosinone, un’ulteriore ispezione presso una macelleria con vendita di prodotti alimentari vari ha portato al sequestro amministrativo di 60 uova, miele, erbe essiccate e prodotti di pasticceria etnica, tutti privi di qualsiasi indicazione sulla tracciabilità. In questo caso è stata elevata una sanzione amministrativa di 1.500 euro.
Nel corso dei controlli estesi al territorio provinciale, in una macelleria della zona montana del frusinate, i Carabinieri del NAS hanno sottoposto a sequestro circa 150 chilogrammi di prodotti carnei – tra carni suine, ovine e conigli – anch’essi completamente sprovvisti di documentazione idonea a garantirne l’origine e il percorso commerciale. Anche in questo caso è scattata una sanzione amministrativa pari a 1.500 euro.
Le operazioni confermano l’importanza della tracciabilità e del rispetto delle condizioni igienico-sanitarie nei luoghi di lavorazione delle carni, elementi imprescindibili per tutelare la salute pubblica e garantire al consumatore finale prodotti sicuri e conformi alla normativa vigente