FROSINONE - QUANDO IL VERDE E' SOLO UNA PENNELLATA DI VERNICE

  • Tommaso Villa

Una pennellata di vernice verde sta maldestramente coprendo Frosinone, con il Sindaco che va sbandierando l’impegno della giunta di destra verso una città “verde”, “smart” e “sostenibile”.

Guardando i fatti, oltre i video e i comunicati stampa pubblicati da Mastrangeli a ritmo di un vero e proprio influencer, la vuota narrazione di destra si scontra bruscamente con la realtà vissuta ogni giorno dai cittadini; i dubbi che sia in atto una mera e cinica operazione di greenwashing da parte dell’amministrazione comunale, purtroppo, prendono sempre più corpo, rendendo evidente come l’arte di costruire un’immagine pubblica falsamente ecologista per distogliere l’attenzione da impatti ambientali drammaticamente negativi sembri essere diventata il vero piano regolatore del capoluogo di provincia.

Basti pensare agli alberi piantati a favore di telecamera, dove le isolate iniziative di piantumazione (a carico di sponsor che pretendono i loro loghi in bella vista davanti alle piante) vengono presentate come il polmone salvifico della città, quando il verde comunale è in gran parte abbandonato, generando la paradossale situazione per cui gli alberi piantati pochi mesi fa in mezza città sono già secchi per una totale mancanza di irrigazione e cura, mentre, nel frattempo, il consumo di suolo non si arresta minimamente e la cementificazione di altre aree urbane procede senza alcuna sosta.

Eppure, le aree verdi urbane rappresentano una risorsa fondamentale per la sostenibilità e la qualità della vita in città, ma possono migliorarne concretamente l’esistenza solo se non vengono concepite come un decoro estetico bensì come una vera e propria infrastruttura strategica per la vita quotidiana dei cittadini, visto che gli spazi verdi possono contribuire a curare i “malesseri” che affliggono le città fornendo servizi ecosistemici vitali come lo stoccaggio di migliaia di tonnellate di carbonio e contrastare l’inquinamento atmosferico (un aspetto vitale visto il triste e allarmante primato che detiene Frosinone da troppi anni in tal senso), l’assorbimento di pericolosi contaminanti, la pulizia dell’aria e la fondamentale mitigazione delle temperature; a questo si aggiunge che il verde urbano riduce drasticamente i danni delle bombe d’acqua attraverso la de-impermeabilizzazione del suolo, attenua gli effetti dei sempre più frequenti eventi meteorologici estremi, migliora l’infiltrazione nel deflusso delle acque piovane rimuovendo gli inquinanti e combatte il grande aumento termico legato alla riduzione della circolazione dell’aria noto come “isola di calore”.

Tuttavia, l’indiscutibile ruolo positivo svolto dal verde urbano dipende strettamente dalla struttura, dalla composizione e dalla distribuzione della vegetazione, nonché dai criteri pianificatori e gestionali adottati per ottenerne i reali benefici, motivo per cui risulta imprescindibile realizzare un serio piano di manutenzione del verde affiancato da un adeguato piano annuale di gestione e monitoraggio – cosa completamente assente a Frosinone; piantare alberi è senza dubbio un’azione lodevole ma del tutto insufficiente se non è accompagnata dalla cruciale pianificazione della loro sopravvivenza, un obiettivo che richiede una selezione estremamente accurata delle specie da piantare affinché siano adatte alle specifiche condizioni locali di clima, suolo e disponibilità d’acqua, oltre che resistenti alle crescenti minacce ambientali, evitando rigorosamente le monocolture e scegliendo invece una molteplicità di specie in grado di aumentare la resilienza degli ecosistemi a malattie e parassiti.

In assenza di cura, oltre all’intollerabile spreco di fondi economici pubblici si rischia di causare un grave danno ambientale diretto, poiché i progetti di riforestazione comportano un impatto iniziale di emissione di carbonio che, con la morte delle piante dopo poco tempo, non verrebbe affatto compensato, portando al contrario la stessa decomposizione delle piante a rilasciare il carbonio precedentemente immagazzinato con un impatto devastante per la sostenibilità ambientale e la salute pubblica.

Mastrangeli, poi, scade nel ridicolo inaugurando oggi lavori di messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico la cui fine era prevista mesi (e anni…) fa. Se si aggiunge la confusione nell’assegnazione della gestione di un servizio di trasporto pubblico oggi inesistente, il percorso del BRT pensato per aumentare traffico e smog oltre che per penalizzare i commercianti, piste ciclabili frammentarie, scollegate tra loro e con i servizi della città, non delimitate, l’assenza di un piano per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, si capisce bene perché l’unica cosa veramente “green” a Frosinone sono i cittadini verdi di rabbia.

Per Alleanza Verdi Sinistra Frosinone ci sono alcune priorità di cui il capoluogo di provincia non può più fare a meno: un piano di mobilità che guardi alle esigenze dei cittadini, dei commercianti, degli abitanti del centro storico e a una città a misura di bambino; un trasporto pubblico efficiente e ecosostenibile; un piano di gestione, manutenzione e monitoraggio del verde pubblico con un catasto degli alberi, non un semplice rinfoltimento della copertura arborea di aree già destinate a verde pubblico ma un piano di sviluppo del verde urbano distribuito su tutto il territorio comunale che non guardi solo alla funzione ornamentale degli alberi ma base per una trasformazione urbana che accresca la resilienza della città di fronte alla crisi climatica ed ecologica – ossia la più grave minaccia alla vivibilità dei suoi abitanti se si guarda al futuro anche prossimo – e con un approccio integrato che combini ecologia, urbanistica e sostenibilità; una rete di piste ciclabili che colleghi le zone della città con i servizi, parchi e aree attrezzate finalmente fruibili per gli abitanti di Frosinone; una gestione dei rifiuti che punti a far diventare la città “Plastic Free” e a “rifiuti zero” per limitare i costanti aumenti della TARI; la rivalutazione del Parco Matusa, della Villa Comunale, della Cascata dello Schioppo e del Parco del fiume Cosa; l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle strade, nei palazzi comunali e sui marciapiedi; interventi strutturali e coordinati coi comuni limitrofi per il contrasto all’inquinamento atmosferico, istituzione di strade scolastiche.

Per questo, e per tanto altro, come Alleanza Verdi Sinistra Frosinone crediamo sia necessario costruire un’alternativa concreta a questa destra che ha mostrato tutta la sua incapacità amministrativa. Il tempo per costruire un’idea alternativa di città è oggi, il futuro di Frosinone comincia adesso.