VEROLI - LA CULTURA NON BASTA
- Tommaso Villa
“La cultura non è un accessorio…”. Lo ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Commercio e Turismo del Comune di Veroli, Francesca Cerquozzi. E per una volta siamo d’accordo con lei – dichiara il Vice Segretario di Forza Italia Veroli Adelina Mihaylova (nella foto). La cultura non è un accessorio. Ma non può neppure diventare un alibi dietro cui nascondere nove anni di fallimenti amministrativi, facendo qualche evento più o meno blasonato.
Le parole dell’assessore sono ambiziose: “La cultura non sostituisce l’industria, ma aiuta i territori a costruire nuove filiere di sviluppo”. Parole condivisibili e ambizioni alte. Peccato che, dopo nove anni di amministrazione cittadina e almeno sette anni con deleghe strategiche come cultura, commercio e turismo, i risultati siano sotto gli occhi di tutti. E, fatto ancora più grave, siano stati ammessi dalla stessa Cerquozzi durante una seduta del Consiglio comunale.
Davanti all’assise, infatti, solo un giorno prima di rilasciare l’intervista, l’assessore ha dichiarato che sul nuovo Piano del Commercio “si è lavorato molto e con grande attenzione”, prevedendo incentivi, contributi e progetti come “È Veroli in Vetrina” e “È Veroli in Impresa”. Ma la conclusione è disarmante: “ci sono state purtroppo poche adesioni”. E, aggiungiamo noi, ancora meno nuove attività aperte.
Ci domandiamo se il suo sia stata un tentativo di mettere una pezza a quelle dichiarazioni? Ma tralasciamo questo punto.
Il punto più importante invece è che, dopo anni di slogan, bandi e bonus a pioggia, l’assessore certifica il fallimento delle misure adottate da lei stessa. Se nessuno aderisce, significa che quelle misure non rispondono ai bisogni reali di commercianti, imprenditori e cittadini. Significa che manca una strategia. Significa che manca ascolto. Significa che manca visione, capace di portare i turisti a Veroli e creare una domanda forte, in modo che gli imprenditori abbiano motivi per investire nel nostro territorio. Perché si sa, se c’è un flusso costante di turisti, se una città attrae visitatori, gli imprenditori vengono da soli e aprono attività, senza il bisogno di abbindolarli con una finta domanda con eventi a comando.
Per anni abbiamo assistito alla solita ricetta e la narrazione che Veroli vive di cultura continua ininterrotta ancora oggi, ma mancano risultati tangibili. La linea che intende adottare ancora l’amministrazione è pressoché la stessa: eventi, feste, manifestazioni, contributi distribuiti senza un disegno strutturale. Nulla cambia, anche se non funziona.
Come Forza Italia Veroli abbiamo già chiesto con forza di abbandonare queste vecchie e fallimentari idee secondo cui basti organizzare qualche serata per “dare vita” alla città. Non è così. Non lo è mai stato. E oggi lo confermano i numeri e, paradossalmente, le parole dell’assessore stessa.
Sono stati spesi milioni di euro in iniziative legate ai suoi settori di competenza. Soldi pubblici. Soldi dei cittadini. Soldi pagati con le tasse di 20.000 verolani. E a fronte di queste cifre, quali sono i risultati concreti?
- Un commercio locale sempre più in sofferenza.
- Un centro storico con locali sfitti e abbandonati.
- Un turismo che non decolla, anzi, quasi non esiste.
- Una città che continua a proporre iniziative spot e vive di articoli sui giornali, più che di sviluppo reale.
L'assessore ha affermato che “la politica deve avere il coraggio di leggere i cambiamenti e di costruire alternative credibili”. Ancora una volta, siamo d’accordo, afferma Mihaylova. Ma quel coraggio e questi cambiamenti, in questi nove anni, dove sono stati? Perché leggere i cambiamenti significa capire che il mondo è andato avanti, mentre Veroli è rimasta ferma.
Costruire alternative credibili significa elaborare un vero piano strategico e strutturato di rilancio economico, commerciale e turistico. Non bonus che non interessano a nessuno. Non incentivi che restano sulla carta. Non eventi scollegati tra loro che, nella migliore delle ipotesi, portano gente dalle città limitrofe che restano a Veroli per qualche ora e basta.
Bene la candidatura di Veroli a Capitale della Cultura. È stata un’opportunità importante. Ma non basta candidarsi o organizzare eventi per cambiare il destino di una città. Serve la capacità di trasformare la cultura in economia vera, in occupazione, in attrattività stabile. E ad oggi, purtroppo, questa capacità non si è vista.
Prima di essere nuovamente accusati, in modo strumentale, di fare polemica — come già avvenuto quando abbiamo denunciato la totale inutilità di alcuni interventi e l’assessore ha preferito buttarla in caciara anziché rispondere nel merito — ribadiamo che il nostro unico obiettivo è e resta il bene della città.
Anche perché sarà difficile accusarci di polemica quando stiamo solo riprendendo le parole da lei stessa pronunciate e le mettiamo a confronto con i titoli di giornale e, soprattutto, con i risultati assenti.
Qui non si tratta di fare polemica. Si tratta di assumersi responsabilità davanti ai cittadini, tutti quanti senza distinzione. Quando per quasi un decennio si amministrano settori chiave senza portare risultati concreti, non bastano interviste ben confezionate o dichiarazioni di principio. Servono risposte. Servono autocritica e cambio di passo, che non può essere quello di aggiungere altri eventi, pur classificati come “di lustro alla città”. Perché di solo lustro non si vive e non si cresce.
Forza Italia Veroli, e io personalmente come vice segretario cittadino, continueremo a denunciare con fermezza questa incapacità politica e amministrativa. Ma soprattutto continueremo a lavorare per far capire alle persone che esiste un altro modo di fare le cose, che si può avere un’alternativa seria, concreta e pragmatica, che intende dare risposte concrete e un vero cambio di direzione.
- Veroli merita di più.
- Merita una strategia vera.
- Merita investimenti mirati.
- Merita sviluppo, lavoro e prospettive.
Ed è arrivato il momento di trovarli, di rivolgere lo sguardo altrove, in modo da evitare che altri milioni di euro vengano spesi senza lasciare nulla sul territorio, se non solo promesse e titoli di giornale.