I FATTI - TENTATE TRUFFE DEL FINTO CARABINIERE
- Tommaso Villa
I Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo hanno individuato due uomini, sequestrato telefoni e schede SIM e avviato la procedura per il foglio di via obbligatorio.
Ancora tentativi di truffa ai danni delle persone anziane, questa volta con la tecnica del “finto carabiniere”. A Pastena e Pico, l’intervento dei veri militari dell’Arma ha permesso di sventare i raggiri e mettere in sicurezza le potenziali vittime.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo, con il coinvolgimento dei militari della Stazione di Pico, che hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino due uomini, di 52 e 36 anni, originari di Napoli e già gravati da precedenti di polizia. A loro carico vengono ipotizzati i reati di tentata truffa aggravata e continuata in concorso.
L’attività è scattata dopo alcune segnalazioni giunte al Numero unico di emergenza 112, relative a tentativi di truffa in corso nei due comuni. Le vittime venivano contattate telefonicamente da un uomo che si spacciava per un appartenente all’Arma dei Carabinieri e raccontava di una presunta rapina avvenuta a Terracina, sostenendo che sul posto fossero stati trovati i loro documenti d’identità.
Con toni perentori e minacciosi, il falso militare chiedeva alle anziane di raccogliere e indicare tutti gli oggetti d’oro e i preziosi custoditi in casa. Per convincerle a collaborare, prospettava conseguenze come il blocco della pensione o l’esecuzione di perquisizioni domiciliari.
Ricevute le segnalazioni, i Carabinieri hanno avviato immediatamente controlli sul territorio, raggiungendo le abitazioni delle potenziali vittime per verificarne le condizioni e scongiurare la consegna dei preziosi. In una delle case, i militari hanno trovato un’anziana in forte stato di agitazione che, spaventata dalle minacce ricevute al telefono, aveva già sistemato tutti i gioielli d’oro sul tavolo, pronta a consegnarli al presunto emissario.
Parallelamente, i controlli lungo le possibili vie di fuga hanno consentito di intercettare un’autovettura con a bordo i due uomini lungo la strada provinciale 628 “Leuciana”.
Durante il controllo, il passeggero di 36 anni è stato trovato con uno smartphone sul quale era aperta una conversazione WhatsApp con un contatto registrato con il nome di “Aldo”. Nella chat risultavano condivise le posizioni geografiche e gli indirizzi esatti delle abitazioni delle persone prese di mira.
Al termine delle verifiche, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione personale e veicolare, sequestrando due telefoni cellulari e due schede SIM, ritenuti di interesse investigativo.
Oltre alla denuncia all’Autorità giudiziaria, nei confronti dei due uomini è stata avviata la procedura per l’applicazione del foglio di via obbligatorio, con richiesta di divieto di ritorno nel Comune di Pico per la durata di tre anni.
Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone rinnova l’invito alla cittadinanza, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a prestare la massima attenzione alle richieste telefoniche di denaro o oggetti preziosi. Nessuna Forza di polizia o istituzione richiede la consegna di contanti o gioielli con queste modalità.
In caso di telefonate sospette, il consiglio è di interrompere immediatamente la conversazione e contattare il 112, senza consegnare denaro o beni di valore.