ALATRI - LA CITTA' RICORDA DON MARIANO MORINI
- Tommaso Villa
Il 26 febbraio del 2024 saliva al cielo il caro don Mariano Morini. La Città di Alatri, i suoi parrocchiani, i pazienti dell'ospedale San Benedetto (il sacerdote, infatti fu anche cappellano del nosocomio alatrense), i parenti non lo hanno dimenticato.
Sabato 28 febbraio alle ore 17,30 nella chiesa di Santa Maria Maggiore verrà celebrata una messa in suo ricordo. Sollecitato da alcuni amici riportiamo alcuni passi di un articolo pubblicato su Penna e spada dopo la scomparsa dell'amato sacerdote.
"Vogliamo ricordare il premio dedicato all'indimenticabile giornalista Giuseppe Fiorletta,e che gli venne assegnato anni fa. Alla manifestazione parteciparono tra gli altri l'allora sindaco Costantino Magliocca e l'assessore Remo Costantini. Il riconoscimento al sacerdote fu un una targa raffigurante il quartiere Piagge. In quanto rappresentante di quella zona vecchia di Alatri che egli amava e che lo vide come parroco appunto della chiesa di San Silvestro. "Per aver conservato inalterate le tradizioni di Alatri - scrisse l'amico Remo" Il premio gli venne consegnato in occasione della festa di Santa Lucia dove don Mariano aveva celebrato sante messe.
Tra le persone che lo ricordarono con affetto l'amico Ennio Latini: "Ricordo la sua proverbiale pazienza. Mi trovano nella casa di riposo G.B. Lisi e don Mariano stava celebrando la messa e venne più volte interrotto da un anziano ospite; don Mariano riprendeva ogni volta l'omelia senza esserne infastidito, con il suo sorriso stretto e le fossette ben evidenti. Fu assistente dell'Azione cattolica - continua Ennio Latini - pronunciava belle parole e bellissimi interventi ma la sera tutti sdraiati a terra a guardare le stelle, la bellezza del creato Egli conosceva benissimo le costellazioni. Pareva stesse sempre con la testa tra le nuvole, anzi tra le sue stelle".
Remo Costantini invece parla cosi di lui: "Una persona di cultura straordinaria e di un'umiltà immensa. Ricordo che una volta non riuscivamo a trovarlo, era un tardo pomeriggio e don Giuseppe Capone mi chiese di cercarlo per le stanze del seminario. Don Mariano era in terrazza a guardare le stelle. lo chiamai ed egli mi rispose che stava ammirando la creazione di Dio".
Un altro ricordo di don Mariano fu quello dell'amico Niccolò Piccirilli: "non ricordava mai il mio nome. Quando mi cresimò mi mise tanto di quel crisma sulla fronte che ci volle del tempo per toglierlo. Anno fa subii un intervento chirurgico e lo aspettavo nel mio letto d'ospedale ma egli mi fece attendere del tempo. Mi confessò più tardi di essersi fermato a parlare con un signore a cui piaceva la letteratura, le lingue greco e latino. Si scusò con me e promise che l'indomani sarebbe venuto prima per rimediare. Un uomo e un sacerdote di altri tempi con uno spessore sopra la media".
Bruno Gatta