SANITA' - LA SAVO ANNUNCIA LO SBLOCCO DI INGENTI FONDI

  • Tommaso Villa

Nelle scorse ore la consigliera regionale Alessia Savo (nella foto), presidente della Commissione Sanità del Lazio, ha annunciato lo sblocco di nuove risorse: 153 milioni di euro destinati alla sanità e 70 milioni riservati al sociale. Una comunicazione istituzionale che ha fatto il giro dei social, accolta con curiosità da alcuni e con scetticismo da molti altri. E non è difficile capire il perché: parlare di investimenti, oggi, in una regione che arriva da un lungo commissariamento, non è mai un terreno neutro.

Per essere chiari: i fondi esistono davvero. Arrivano dalla variazione di bilancio approvata in Consiglio Regionale, un atto che rialloca risorse e permette di indirizzarle verso due pilastri essenziali: ospedali e servizi sociali. Nessuno mette in discussione la veridicità dei numeri comunicati. La domanda, semmai, è un’altra: cosa significano questi investimenti per chi, ogni giorno, si scontra con le difficoltà del sistema sanitario laziale?

È inutile girarci intorno. Il Lazio esce da un decennio durissimo, fatto di tagli, sacrifici e bilanci da rimettere in piedi. Il commissariamento è finito, sì, e i conti sono rientrati nei parametri nazionali: questo è un fatto certificato a livello istituzionale. Ma chi vive i pronto soccorso, le liste di attesa, le strutture territoriali, non sempre ha percepito un miglioramento reale. Alcune inchieste nazionali raccontano di reparti sovraffollati, personale ridotto e pazienti che aspettano ore prima di essere ricoverati. Sono storie che non si cancellano con un comunicato stampa.

Eppure, nello stesso tempo, i dati degli ultimi mesi mostrano anche segnali incoraggianti. Le attese nei pronto soccorso, in molte ASL, si sono ridotte rispetto agli anni più bui. La Regione ha avviato gli Stati Generali della Salute, un percorso di ascolto diffuso che ha coinvolto professionisti, associazioni e cittadini. Le prestazioni territoriali, secondo documenti ufficiali, stanno tornando a crescere. La verità è che il Lazio si trova in mezzo al guado: né disastro, né miracolo. Un sistema in ripartenza che porta ancora sulle spalle il peso di anni difficili.

È proprio per questo che i milioni annunciati da Alessia Savo meritano attenzione. Non applausi a prescindere, non fischi per riflesso. Attenzione. Vuol dire verificare come verranno spesi, capire dove verranno destinati, monitorare se queste risorse produrranno effetti misurabili nella vita dei cittadini. Perché la politica può stanziare fondi, ma solo il territorio può dire se quei fondi fanno davvero la differenza. È giusto chiedere trasparenza, pretendere risultati, e ricordare a chi governa che i cittadini non misurano gli investimenti in milioni, ma in servizi: in tempi d’attesa che scendono, in reparti che funzionano, in personale che non crolla, in ambulatori che non chiudono per mancanza di personale.

Se questi 153 milioni per la sanità e 70 milioni per il sociale diventeranno fatti concreti, lo vedremo presto. Noi continueremo a seguire, con la stessa attenzione critica di sempre. Perché la politica può fare i post, ma poi la realtà fa il resto e noi rimaniamo qui a dare voce ai cittadini.