CECCANO AMARCORD - UNA DATA DA RICORDARE
- Tommaso Villa
Ceccano, 13 ottobre 1946. Una data da ricordare: le prime elezioni amministrative. Nella ricorrenza del 2 giugno per gli 80 anni della nascita della nostra Repubblica, il Professor Pietro Alviti, nel riportare i risultati del Referendum tra Monarchia o Repubblica, scrive che a Ceccano vince la Repubblica con il 73% dei voti. Aggiunge nel suo articolo: "Per la prima volta votarono anche le donne, che non ebbero la possibilità di farlo nelle amministrative dell'aprile precedente che non si tennero a Ceccano, per paura di disordini."
Nel giugno 1946, a Ceccano, le elezioni amministrative non si tennero. Vale la pena ricordare i fatti: le divisioni politiche e la difficile ricostruzione di una città il cui centro storico era stato distrutto per il 60% dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Molti giovani militari ceccanesi morirono su diversi fronti di guerra, mentre tra la popolazione restarono il dolore per le vittime civili e le violenze subite. Nel giugno del 1944 Vincenzo Bovieri, comunista e antifascista, viene nominato dal Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale (CLNP) Sindaco di Ceccano, mentre viene designato l'avvocato Giuseppe Ambrosi come Presidente del comitato di liberazione comunale.
Le vecchie divisioni non sono assopite. Ecco di nuovo come si era verificata, in precedenza in montagna, una frattura tra la banda partigiana ceccanese che operava tra i monti Lepini, la quale portò a una divisione tra il capitano Romolo Battista, che si diresse verso Carpineto, e l'avvocato Giuseppe Ambrosi, che andò con un nucleo di uomini verso il Garigliano. Bovieri è il comunista moderato; l'avvocato Giuseppe Ambrosi è l'estremista, con un forte spirito di vendetta verso uomini che nel passato avevano avuto un ruolo politico-amministrativo. In Bovieri sicuramente prevale il senso di responsabilità, come scrive Angelino Loffredi [1] nel libro "Ceccano Ricorda": "Vicino alle posizioni di Togliatti quale Ministro di Grazia e Giustizia, con lungimiranza ha grande sensibilità di capire che bisogna creare un nuovo stato democratico basato sul consenso e non sul dominio dei più forti. C'è insomma la necessità di affermare che la guerra è veramente finita e il compito primario è di creare concordia fra tutti i cittadini."
Le tensioni e i fatti di Palazzo Comunale Per la nostra città le divisioni persistono. Subito dopo la nomina a Sindaco di Bovieri, un partigiano, padre di 7 figli, si reca al Comune preoccupato per le condizioni dei propri figli e viene offeso dal Segretario Generale del Comune, Giovanni Cavallaro. È il fatto scatenante. Nella mattinata del 1° luglio del 1944 alcuni partigiani escono dalla casa dell'avvocato Ambrosi, situata in via Porta Abbasso, e si dirigono verso il comune: un vero assalto. Gli impiegati vengono fatti uscire e lo stesso vale per il Sindaco Bovieri; il Palazzo del Comune viene chiuso. Un partigiano si dirige verso il Comune capoluogo di Frosinone per consegnare al governatore americano le chiavi del Palazzo Comunale. Un fatto grave. Interviene la polizia militare e, dopo rapide indagini, vengono arrestate 17 persone; tra esse c'è lo stesso avvocato Ambrosi. Portati nelle carceri del Castello, anch'esso semidistrutto dai bombardamenti, verranno scarcerati il 24 luglio.
L'attività amministrativa va avanti, mentre il clima politico è sempre rovente. C'è una certa vivacità organizzativa. La sezione socialista è molto attiva, guidata da Domenico Angeletti, Mario Tiberia, Amedeo Gizzi, Antonio Micheli e altri. Sempre a luglio, il PCI inizia il nuovo tesseramento. Aderiscono Mattia Staccone [2], sarto; Lorenzo Masi, portalettere; Pietro Gizzi, fabbro; Pietro Catozzi, commerciante; Bicetto Canestrelli e Vincenzo Spagnoli, dipendenti della Società Romana Elettrica. Intanto si fa notare una figura che segnerà come dirigente le lotte contadine in provincia di Frosinone: un giovane Angelo Compagnoni. Nella contrada Maiura, dove vive, si costituirà la cellula del PCI. Il PCI, nato a Livorno nel gennaio del 1921 e subito dopo sciolto e messo in clandestinità dal fascismo, in effetti per molti è un partito nuovo che entra nella scena politica ceccanese. La D.C. inizia la sua fase di ricostruzione con Antonio De Santis, Andrea Del Brocco, Francesco Peruzzi, T. Taccheri e Mancini. La giunta nominata dal comitato di liberazione nel novembre del 1944 vede Mario Tiberia (socialista) come vice Sindaco, Trotta Leonardo (democristiano), Viola Pietro e Liburdi Pietro (comunisti). Il comitato di liberazione, il 16 giugno 1945, designa altri due assessori nella giunta guidata da Bovieri: Liburdi Vincenzo (socialista) e Filippo Bonanome (democristiano).
Poi c'è una vicenda che è tipicamente ceccanese, e che poteva accadere solo a Ceccano, con risvolti politici importanti. Parliamo di Piazza Peppetto Riccardi [3]. Intanto, Peppe Riccardi è un calzolaio antifascista morto nel 1930. Sempre con l'iniziativa impetuosa dell'avvocato Ambrosi, dopo l'approvazione della delibera di cambiare il nome di Piazza Berardi, accompagnato da molte persone, viene posta la nuova lapide di marmo che porta il nome "Peppetto Riccardi". La vicenda divide la città: ci sono tifoserie, minacce e sfottò. Qualche giorno dopo l'inaugurazione di quella che ormai era Piazza Riccardi, un folto gruppo di giovani parte dalla piazza e si dirige verso la parte bassa della città; si aggiungono Luigi Piroli, detto Gigettino, Tiberio Tiberia e Memmino Savoni. Gigettino Piroli prende la parola con una sorta di incitamento verso le numerose persone presenti. In piena notte arriva sulla lapide una raffica di pietre che manda in frantumi il marmo da poco lì posato. Ambrosi denuncia, e vengono arrestati Piroli e Savoni. La DC sarà parte attiva affinché Piroli e Savoni vengano liberati.
Lo scioglimento della giunta e le elezioni d'autunno Si arriva alla primavera del 1946. Si lavora per la presentazione della lista per le elezioni comunali. Le riunioni tra socialisti e comunisti non portano a nessun accordo, finché una sera le due delegazioni si vedono nella sezione del PCI, dove è presente anche una delegazione di partigiani. La porta viene chiusa con la minaccia che verrà aperta solo dopo la firma del documento per l'accordo per presentare la lista unitaria. Dopo la riunione dell'11 febbraio 1946, l'avvocato Ambrosi denuncia l'accaduto sostenendo che si sia trattato di un sequestro di persona. Vengono arrestate quattro persone [4]. Accade quello che nessuno voleva: il Prefetto, per motivi legati al mantenimento dell'ordine pubblico, scioglie la giunta in carica. Il 16 di febbraio 1946 nomina il commissario straordinario Flores Francesco, e le elezioni amministrative vengono conseguentemente posticipate in autunno. Il voto amministrativo dell'ottobre 1946 viene preceduto dalle elezioni per la Costituente del 2 giugno, che vedono il successo della lista socialista, la quale raccolse 2706 voti, seguita dalla DC con 2087 voti, dal Partito Repubblicano con 1016 voti e dal PCI con 527 voti. È interessante invece capire cosa succede in questi mesi che vanno da giugno ad ottobre. Il 13 ottobre è stata fissata la tornata elettorale per le elezioni amministrative a Ceccano. La lista unitaria, ovvero l'alleanza tra socialisti e PCI, salta di nuovo. Alle elezioni i partiti vanno separati: c'è la lista della D.C. e la lista socialista. C'è però un colpo di intelligenza politica che unisce il nuovo gruppo dirigente del PCI: si dà vita a una lista, la "Lega dei Contadini", che unisce tutto il territorio, dal centro urbano fino alle nostre contrade. Si tratta di una lista fortemente radicata nel territorio, espressione di una vera riscossa del mondo rurale agricolo che era stato messo ai margini e in condizioni di povertà da parte del fascismo. La risposta definitiva verrà data alle urne.
Le prime elezioni amministrative dopo la ritrovata libertà, svoltesi il 13 ottobre del 1946, vengono vinte proprio dalla "Lega dei Contadini" alleata con i comunisti [5]. In Consiglio Comunale, dei 30 seggi a disposizione, 24 vengono assegnati alla lista con il simbolo di falce, martello e vanga, e altri 4 al PSI con il simbolo di falce, martello e libro. Il primo Consiglio Comunale viene convocato il 27 ottobre 1946. Verrà eletto Sindaco, dopo le elezioni comunali di Ceccano del 1946, lo storico dirigente contadino Pietro Colapietro, detto "Zi Pitrucci" [6]. Il simbolo della lista vincente era rappresentato da falce, martello e vanga. In questa lista venne eletto per la prima volta in Consiglio comunale il giovane Angelo Compagnoni. Il 1946 è l'anno del ritorno al voto, della ritrovata democrazia, della vittoria della Repubblica e dell'elezione della Costituente. La Lega dei Contadini vince le elezioni e torna al governo della città di Ceccano. Il prossimo 13 ottobre saranno 80 anni dalle prime elezioni amministrative libere e democratiche per la città di Ceccano. Una data da ricordare.
Ceccano, Maurizio Cerroni Note storiche e riferimenti bibliografici
- [1] Riferimento al libro di Angelino Loffredi, ricercatore di storia locale e già Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985, intitolato "Ceccano Ricorda" e pubblicato dall'Amministrazione Comunale di Ceccano nel 1990.
- [2] Mattia Staccone: un antifascista nelle carte del Casellario Politico Centrale. Una notizia riportata dal giornale "L'Avanti" in data 7 novembre del 1920 lo indica come fondatore della sezione socialista a Ceccano in via M. D. Loco assieme a Pietro Viola e Pietro Catozzi, come ricorda Loffredi: "Alcuni di loro da lì a breve, seguendo la scissione di Livorno e la fondazione del PCI nel 1921, furono guidati dall’avvocato Domenico Marzi."
- [3] Riferimento al libro pubblicato nel 2004 da Edoardo Papetti, già Sindaco di Ceccano dal 1977 al 1981, dal titolo "Ceccano nel secondo dopoguerra: Il caso del nome della piazza al calzolaio Peppetto Riccardi". La storia finì come giustamente doveva finire: una nuova targa con il nome Berardi fu risistemata nella piazza che ancora oggi porta il suo nome.
- [4] A seguito della denuncia, vengono arrestate quattro persone: Battista Romolo, Bevilacqua Luigi, Masi Giacinto, Ruspandini Giovanni Battista.
- [5] Riferimento al libro di Tommaso Bartoli, ricercatore di storia locale, intitolato "Ceccano 1868/2000" e pubblicato dall'Amministrazione Comunale di Ceccano nel febbraio del 2000: "Nelle prime elezioni amministrative del dopoguerra si presentarono al nastro di partenza ben 120 candidati in rappresentanza di cakes cinque partiti: la Lega dei contadini con il simbolo di falce, martello e vanga; il PRI con il simbolo dell'edera; il PSI con il simbolo di falce, martello e libro; gli Indipendenti di centro con il simbolo del grappolo d'uva; infine la DC con il simbolo dello scudo crociato."
- [6] Pietro Colapietro, Sindaco dal 1946 al 1950, era fratello di quel Filippo che era stato Sindaco della Lega Contadina dal 1920 al 1923, in una fase politica importante conosciuta come il Biennio Rosso in Ciociaria. Si veda anche il libro di Maurizio Federico: "Una data significativa per la città di Ceccano è rappresentata dalla vittoria alle elezioni amministrative del 3 agosto del 1914 da parte della lega dei contadini. Perciò, all’unanimità il consiglio comunale elesse Giovanni Funari Sindaco: 'ad un conte succedeva un contadino'."
- [7] Dati tratti dal libro di Tommaso Bartoli con l'elenco dei nomi degli eletti nel Consiglio Comunale: i voti conquistati dal PSI e dal PCI insieme nella Lega furono 3580, gli Indipendenti ebbero 140 voti, il PRI 513 voti, la DC 1103. Dei 30 seggi a disposizione, 24 furono attribuiti alla Lega Contadina con candidati PCI e 6 al PSI. Per la Lega entrarono a far parte del Consiglio comunale: Anelli Filippo, Canestrelli Felice, Colapietro Pietro, Gizzi Pietro, Catozi Giovanni, Olmetti Michele, Pandolfi Alfredo, Di Vico Giuseppe, Compagnoni Angelo di Pietrantonio, Compagnoni Angelo di Antonio, Spagnoli Vincenzo, Cervoni Arcangelo, D'Annibale Salvatore, Mingarelli Giovanni, Spinelli Lorenzo, Del Brocco Alessandro, Spinelli Angelo, Liburdi Agostino, Nicolia Francesco, D'Amico Orlando, Liburdi Pietro, Lucchetti Pasquale, Anelli Nino. I socialisti eletti furono: Apruzzese Alessandro, Angeletti Domenico, Micheli Antonio, Rispoli Giuseppe, Di Stefano Michelangelo, Cerroni Domenico. [8] Luigi Piroli, detto "Gigettino", che divenne in seguito Sindaco di Ceccano per il partito della D.C. negli anni dal 1956 al 1961 e dal 1965 al 1973.